ottobre 2010

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Volker W. Feieraben (a cura di)

MEC ART

Arte oltre il confine della pittura / Kunst nach dem Ende der Malerei
Silvana Editoriale, Milano 2010
pagg. 544, € 50
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Il catalogo Mec Art. Arte oltre il confine della pittura propone e offre una spaccato storico-critico approfondendo un’esperienza artistica italiana  troppo spessso “dimenticata a memoria”. Punto di partenza è la collezione acquisita dal collezionista Volker W. Feierabend e il suo incontro quasi casuale con le opere di Elio Mariani e Aldo Tagliaferro. Il catalogo prosegue approfondendo e analizzando storicamente e culturalmente l’origine e l’evolversi della Mec Art, dalla sua nascita nel 1965 ad opera del critico Pierre Restany, passando per il suo debutto italiano alla Galleria Blu di Milano e soffermandosi sull’opera dei maggiori rappresentanti italiani del movimento. Mec Art non solo come realizzazione di opere ‘meccaniche’ mediate attraverso  processi fotografici e tipografici ma anche come analisi e constetualizzazione, come ponte di passaggio ad una ‘nuova arte’.  Se  da una parte  poneva la questione dell’approccio tecnologico, dall’altra si poneva come critica e analisi al concetto di immagine e icona. Un riflessione non tanto nei confronti del concetto di riproducibilità dell’opera d’arte, come critica alla sua unicità e traformazione in volontà di potere democratico, ma sulla pluralità di significati e d’uso dell’ immagine  nella sua ambiguità di senso duplice e mai univoco.

Jacopo De Gennaro

Nino Vetri

Lume Lume


Sellerio Editore, Palermo 2010
136 pagg. € 12
[www.sellerio.it]

Un quartiere di Palermo è lo sfondo di questa storia,  in cui il protagonista osserva i cambiamenti sociali o antropologici, come li definisce, che avvengono intorno a lui. Con uno sguardo curioso, ironico e libero da pregiudizi assiste all’alternarsi nel quartiere di abitanti immigrati, con le loro abitudini che lentamente vanno mescolandosi con quelle della città. E’ una canzone rumena in particolare, Lume Lume, che lo incuriosisce e lo spinge a voler capirne le parole ed il mondo che le sta dietro, fatto di viaggi in pullman attraverso i Balcani, di bevute in compagnia e di musiche per matrimoni e funerali. Dalle sue riflessioni e dai suoi ricordi su episodi passati che vedevano protagonisti  i primi extracomunitari, si alternano così aneddoti sul vecchio e sul nuovo, sulla vita che una volta caratterizzava la città animata da botteghe, bar, negozi di artigiani e barbieri con i suoi protagonisti bizzarri e sulla modernità che ha preso il sopravvento, che ha spazzato via le vecchie insegne personalizzate  dei negozi per lasciare posto a vetrine uguali, da Palermo a Trieste. E riuscire a trovare le parole della canzone non sarà un’impresa facile.

Daniela Ricciardi