Low cost design

Una interessante equazione, si cela nella catalogazione di oggetti utlilizzati in modo inusuale e fotografati da Daniele Pario Perra. Una caffettiera scaldata e girata può servire a stirare un centrino se si aguzza l’ingegno, mentre un ferro da stiro capovolto può riscaldare la macchina del caffè in mancanza di un fornello.
L’ossessiva catalogazione che vede utilizzare dall’autore la macchina fotografica come mezzo  di ricerca,  introduce a una lettura della pratica di trasformazione del superfluo e dell’oggetto del quotidiano. Il libro raccoglie il ritratto di innumerevoli ‘cose’ ridefinite nel loro significato da un’azione imposta da una immediata necessità e a livello macro, quindi a scala domestica e a scala urbana, che vede addirittura produrre azioni di auto pianificazione urbana, come il posizionamento di cartelli segnaletici scritti a mano dagli abitanti per indicare proprietà private o delimitare spazi precisi di città, o come nel caso delle macchine utilizzate a vetrina per la vendita di vestiti a creare un nuovo contesto di commercio creativo).
Guardando le immagini della ricerca di Pario Perra, l’associazione alla nuova povertà viene facile,  nell’ottica del risparmiare, ottimizzare, riutilizzare. L’economia domestica incrocia l’ingegno e l’inventiva, a mostrare quanto questo possa essere di stimolo nella progettazione di un oggetto o di una città. Balza al pensiero Yona Friedman in “L’architettura di sopravvivenza” quando scrive: “La penuria è la madre dell’innovazione sociale e tecnica. La società povera esige l’uguaglianza e, spinta dalla  necessità, dispiega una ingegnosità tecnica eccezionale. E’ la società del mondo povero che sta inventando l’architettura della sopravvivenza”.