Burri e Fontana a Brera

Nel 1980 Jole De Sanna traccia una linea orizzontale su cui colloca gli artisti con le loro opere. La linea afferma una relazione tra il presente e il passato “che non è dietro di noi, ma sotto i nostri piedi” e si annuncia un rapporto di filiazione tra gli artisti che “si guardano fra loro”.
Il testo Burri e Fontana, Materia e Spazio a Brera di Bruno Corà riprende la genealogia ininterrotta individuata da Jole De Sanna in Breve storia dell’arte italiana dal 1895 al 1980 in cui si legge: “Burri è un singolare avvenimento di sintesi. (…) Dada, Espressionismo, astrazione geometrica. (…) Fontana associa spazio e materia (Rosso), ed è quanto realizza nei <<Concetti Spaziali>>, i Buchi, né sculture né pitture. Con queste opere incomincia la nuova storia dell’arte italiana. (…)”. Corà, a sua volta, definisce Burri e Fontana i pilastri dell’architrave della continuità storico-artistica italiana ed europea ancora visibilmente viva proprio nei loro lavori.
Oltre Jole De Sanna, il critico muove esplicitamente dalla definizione di Opera aperta di Umberto Eco e dai recenti contributi di Jean-Luc Nancy, specificando che “l’arte è sempre stata contemporanea” a livello della percezione e della coscienza del fruitore: “Siamo noi, dunque, i viventi, a rendere <<attuale>> l’arte di ogni epoca”.
Questo il cuore della mostra di Brera che, spiegano Sandrina Bandera e Corrado Anselmi, intende manifestare il dialogo esistente tra Burri, Fontana e le opere antiche. E ci riesce. Le assonanze coloristiche, formali, simboliche, i confronti sulla materia, le concordanze di tecnica e supporto, infine le associazioni visive (tutti elementi ben individuati nel testo di Marina Gargiulo) sono fruibili grazie all’accostamento delle opere antiche e contemporanee che si verifica sia nell’esposizione, sia nell’apparato iconografico del catalogo.
Assunto il presupposto che l’arte del presente e del passato convivono naturalmente, l’episodio di Brera suggerisce finalmente una nuova lettura e interpretazione della collezione braidense e dei capolavori di Burri e Fontana.
Un grazie, infine, va a Maurizio Calvesi che nello scritto Fontana e Burri. Ottimismo contro pessimismo riporta alcune note apposte da Fontana lungo i margini del libro Le due avanguardie, lasciandoci assaporare i suoi commenti spontanei e le sue riflessioni sugli artisti e l’arte del presente e passato.