Come Piante tra i sassi

Al suo secondo romanzo dopo Mille anni che sto qui (Premio Campiello 2007), Mariolina Venezia torna con un giallo divertente ambientato anch’esso in Basilicata. Il sostituto procuratore Imma Tataranni, donna priva di fantasia e di gusti discutibili, ma pratica e decisa, qualità che la aiutano a svolgere al meglio il suo lavoro e che la rendono simpatica al lettore, per la sua tendenza a non perdersi in chiacchiere e ad andare dritto al sodo, nonostante un vissuto non troppo facile, si destreggia tra la vita privata e l’omicidio di un ragazzo di ventidue anni. I suoi spostamenti tra Matera e il luogo del delitto, Nova Siri, insieme al suo fidato appuntato Calogiuri, per cui nutre un debole – e non per il bell’ aspetto, ma per le sue origini umili e la voglia di imparare – descrivono maestosi e desolati paesaggi lucani e le sue indagini riportano al lettore gli aspetti nuovi di una regione arcaica, rimasta a lungo tempo in sordina e che ora si ritrova ad affrontare gli effetti di un mondo che corre velocemente. Il suo amore per la verità e la giustizia, che si riversa anche in un’ironica lotta all’assenteismo della collega Maria Moliterni, unitamente alla sua memoria di ferro, saranno le armi vincenti che l’aiuteranno a risolvere questo caso in cui ciò che rimane del passato della Magna Grecia si mescola con aspetti di attualità legati all’ immigrazione e al problema dei rifiuti tossici.