Paesaggi fatti ad arte

Non bisogna farsi ingannare dall’aspetto semplice e dal formato leggero. La raccolta a cura di Alberto Bretagna è densa di contenuti, casi di studio, esperienze, ma soprattutto riflessioni, differenti e non sempre immediate, che ruotano attorno alle parole “paesaggio” e “arte”.
Argomenti di cui si era discusso all’Università IUAV di Venezia nel 2007, durante un convegno internazionale da cui provengono, aggiornati, i primi quattro testi. Gli altri contributi sono stati richiesti successivamente e, insieme ai primi, vanno a comporre secondo il curatore un insieme chiaro e eterogeneo, che con la sua continua “variazione di sensibilità, approcci e prospettive” renda conto della complessità del tema trattato.
Non si discute quindi solo di progettazione del paesaggio o di interventi artistici nel, o sul, paesaggio. Le discipline non sono accostate, elencando le definizioni che ciascuna dà a questo tipo di pratiche. Vengono invece attraversate, facendo conversare critica, storia dell’arte e architettura, ma anche musica, fotografia e letteratura, poiché del paesaggio “arte-fatto” si intende esplorare la dimensione culturale più profonda, mentale oltre che fisica. Volontà che Bretagna espone nella sua introduzione, partendo dal Controcorrente di Huysmans per chiarire il movimento spiraliforme delle indagini e prospettive proposte.
Offrendo più interrogativi che spiegazioni, questo breve volume richiede infatti una lettura attenta e meditativa, e a tratti pecca forse di oscurità, lasciando pochi riferimenti per chi non sia già dentro la discussione.
Sara Catenacci