Exhibiting the New Art

Exhibiting the New Art. ‘Op Losse Schroeven’ and ‘When Attitudes Become Form’ 1969, è il primo libro di Exhibition Histories, la nuova collana di Afterall, l’organizzazione londinese che si occupa di arte contemporanea attraverso specifici programmi di ricerca ed edizione.
Il volumetto dalla grafica semplice ma curata, ripercorre, raccontandola, la genesi delle esposizioni ‘Op Losse Schroeven’ e ‘When Attitudes Become Form‘. Le due mostre, curate rispettivamente da Wim Bereen per lo Stedelijk Museum di Amsterdam e da Harald Szeemann alla Kunsthalle di Berna, furono inaugurate nel marzo del 1969 con l’ambizione di riunire e presentare al grande pubblico la “nuova arte” degli anni ‘60. Artisti europei e statunitensi impegnati a ridefinire il concetto di arte e le sue relazioni con le istituzioni, lavorarono a stretto contatto creando lavori in situ e allestendo personalmente le loro opere all’interno dei musei coinvolti.
Le circostanze in cui le esposizioni furono organizzate e le loro sperimentali caratteristiche sono indagate e discusse attraverso saggi di Christian Rattemayer, Steven ten Thije e Claudia Di Lecce. Lo studio presenta inoltre: interviste agli artisti, una selezione dei testi pubblicati nei cataloghi e le piante di entrambe le esposizioni corredate da un ricco apparato di immagini. Questi materiali permettono al lettore di immaginare come Op Losse Schroeven e When Attitudes Become Form si presentavano ai visitatori.
Anche se il corpus di interviste agli artisti coinvolti per le mostre è parziale (sono pubblicate solo interviste a Marinus Boezem, Jan Dibbets, Ger Van Elk, Piero Gilardi e Richard Serra, nonostante molti altri artisti avrebbero potuto essere ancora raggiunti), il libro ha il grande pregio di riportare all’attenzione le vicende legate a Op Losse Schroeven attraverso l’organica e dettagliata ricostruzione storico-critica degli avvenimenti e una calibrata riflessione sull’opposta fortuna delle mostre e dei loro organizzatori. Se infatti When Attitudes Become Form, è passata alla storia come l’esibizione che ha per la prima volta riunito e messo a confronto Arte Povera, Anti-Form, Conceptual e Land Art, e il suo istrionico curatore come colui che è stato capace di superare la tradizionale dicotomia storico dell’arte/organizzatore di mostre, Op Losse Schroeven è stata lungamente dimenticata.
Exhibiting the New Art ‘Op Losse Schroeven’ and ‘When Attitudes Become Form’ 1969
, riscrive in parte la storia dell’arte degli ultimi 40 anni, senza sminuire Szeemann e l’importanza della sua mostra ma evidenziando che, solo leggendo e studiando in parallelo le due esposizioni, è possibile comprenderne al meglio le potenzialità e la carica innovativa.
Francesca Valentini