L’invisibile Linea Rossa

L’invisibile Linea Rossa curato da Pino Brugellis è il frutto di un lavoro svolto dall’Osservatorio sull’ architettura della Fondazione Targhetti nell’arco di 5 anni. Alcuni giovani architetti teorici e pensatori si sono confrontati con alcuni protagonisti dell’architettura contemporanea degli ultimi decenni attraverso un ciclo di conferenze e incontri.
Il libro si definisce man mano attraverso una regola formale molto attenta: un giovane architetto, curatore, pensatore, introduce il  proprio ‘protagonista’ attraverso un testo che lo contestualizzi, poi ‘il protagonista’ prende la parola, si racconta, poi a volte ne nasce un dibattito.
Così la linea rossa viene attraversata da duetti generazionali cadenzati che si esprimono attraverso Giovanni Damiani e Bernard Tshumi e la sua visione pubblicitaria e cartellonistica dell’architettura oppure ancora tra Manuel Orazi e Peter Eisenman che si sofferma sulla ‘forma’ e l’idea di diagramma per poi raccontare con estrema umanità un’iter progettuale molto rappresentativo, oppure con Michele Bonino e Tom Mayne sul concetto di frammentazione incompletezza e architettura di sottrazione, Patrizia Mello sottolinea il rapporto tra arte e architettura di  Vito Acconci e Marco Brizzi interroga  Greg Lynn sull’intricatezza. Diller e Scofidio introdotti da Daria Ricchi, esplicitano il loro rapporto con la  tecnologia naturale dei loro progetti multiscala fino a giungere a  Elia Zenghelis introdotto da Gabriele Mastrigli che analizza il rapporto diretto tra architettura e autorità politca nell’era espansionistica della città contemporanea. A chiudere un testo un po’ sovversivo di Toni Negri ma in apertura una pacata densa e preziosa intervista a Yona Friedman.
L’invisibile linea rossa è in fine un lavoro degno di nota per i ‘giovani’ architetti teorici e pensatori che hanno provato, riuscendoci, a mettere sul piatto gli svariati e a volte imponenti caratteri dell’architettura contemporanea. A volte tuttavia si sente la nostalgia di uno spirito critico giovane e sfrontato piuttosto che molto rispettoso dello spazio di chi in questi anni ha già detto e costruito molto.