A chi serve la luna?

Dopo sette anni di attività la Fondazione Nicola Trussardi pubblica il suo primo catalogo, raccogliendo immagini, storie e impressioni di mostre e progetti speciali realizzati a Milano tra 2003 e 2010.
Da Darren Almond alla rassegna video Tarantula, questo volume traccia la mappa di una Milano inconsueta, osservata attraverso gli occhi degli artisti e fattasi palcoscenico per le loro opere. Nelle sue pagine si combinano non solo testi descrittivi (delle opere come dei luoghi), ma interventi di scrittori, architetti, critici e curatori, immagini di una Milano remota e frammenti di dibattiti e polemiche, che nel caso di Maurizio Cattelan (Untitled, 2004) si possono dire parte dell’operazione artistica.
Nella prefazione Hans-Ulrich Obrist presenta il modus operandi della fondazione attraverso il concetto di ‘memoria dinamica’ (Rosenfield) e la definizione di ‘contemporaneo’ secondo il pensiero di Giorgio Agamben:  un rapporto dinamico e creativo tra presente e passato, la capacità di percepire le potenzialità oscure della nostra epoca. Mentre Beatrice Trussardi, in conversazione con Massimiliano Gioni, parla di un’attività tutta rivolta al pubblico, disposta anche all’impatto comunicativo per superare l’indifferenza dell’assuefazione mediatica.
Che abbia reinventato l’idea di mostra personale (Obrist) o riportato l’arte contemporanea al centro del dibattito pubblico, la Fondazione Nicola Trussardi presenta con questo catalogo la mappa di una città e di un mondo artistico ancora da scoprire. Un diario di bordo per segnare le tappe raggiunte ed evidenziare l’inesplorato.