Cultura da vivere

Anno nuovo, vecchi problemi. Mentre le istituzioni culturali soffrono per i tagli ai finanziamenti pubblici, la collana diretta dall’economista Pier Luigi Sacco per Silvana Editoriale traduce e pubblica Cultural Quarters: Principles and Practice di Simon Roodhouse (Intellect Books, 2006).
Concepito come spiegazione, semplice e concreta, dei principi e della pratica impiegati nello sviluppo del Cultural Quarter, questo libro è strutturato in modo da assistere urbanisti, amministrazioni e privati impegnati sul fronte delle politiche culturali e di rigenerazione urbana. Propone, infatti, diversi casi di studio, in Inghilterra e in Europa, e una descrizione dettagliata della costituzione di un CQ nella cittadina inglese di Bolton.
Con CQ s’intende un modello di riferimento per la riattivazione di spazi degradati, che concentra in una certa area urbana un ampio spettro di funzioni culturali (produzione, fruizione, residenza, socialità, etc.). Caratteristiche del modello di Roodhouse sono la progettazione ‘dal basso’ (dalle esigenze dei residenti) e la sostenibilità non solo economica ma anche sociale della creazione del CQ per la comunità locale.
A partire da una concezione delle attività culturali non esclusiva e come business, il CQ propone un cambiamento nel modo in cui percepiamo e supportiamo la cultura. Cambiamento con cui s’intende superare le operazioni di sola pianificazione o marketing territoriale, e tentare di diminuire il ruolo assistenziale dello Stato. Con un occhio anche all’italiano ‘distretto culturale evoluto’ (Sacco), quello di Roodhouse è un libro da leggere e da cui prendere ispirazione, come primo proposito per l’anno nuovo.