Performers

Il libro, costituito da una raccolta di saggi, analizza il cambiamento estetico e di conseguenza antropologico che ha investito l’artista contemporaneo dopo Marcel Duchamp, vero spartiacque che cambiò il volto di colui che crea, e della percezione dell’opera d’arte stessa. Il progressivo e al contempo drastico cambiamento avviato dall’Avanguardia Dada fa sì che l’artista moderno (ancora ben vivo ed incarnato dalla visione del Bauhaus ad esempio) con il suo progetto ideale volto alla realizzazione di un umanesimo più compiuto si trasformi nella figura del ‘performer’: presenza creativa ‘totale’, dissonante quando non più marcatamente dissacrante, individuale ed espansa negli stimoli ipermediali, creativo e al contempo consumatore.
Il Performer di cui traccia i contorni Luisa Valeriani in queste dense pagine, ha le sembianze di una presenza performativa già a tratti post-umana che non può fare a meno di creare, perché creativo è il suo stesso essere, indossare, respirare, riconoscersi, aggregarsi. Come il Dandy per cui l’opera è la sua intera vita, ‘la spettacolarizzazione del sé’ è centrale per il performer. Libero ed estemporaneo l’atto creativo dello spett-attore/Performer , assomiglia al suo approccio al mondo dell’arte: informale e destrutturato.
Un libro stimolante e fondamentale per capire quale processo è in atto, un processo che coinvolge tutti (anche a nostra insaputa) ed è perciò in senso più ampio già politico.