Costruire con i suoni

Suono e spazio urbano. Un binomio che sintetizza ciò che l’autrice Ricciarda Belgiojoso ha descritto in questo libro, e cioè come sia possibile pensare e progettare la città – lo spazio urbano per l’appunto – a partire dal punto di vista sonoro. Afferma Jacques Attali – citato dalla stessa autrice – “da venticinque secoli la cultura occidentale cerca di guardare il mondo. Non ha capito che il mondo non si guarda, si ode. Non si legge, si ascolta”. E da questa consapevolezza la Belgiojoso parte per illustrarci pratiche estetiche e urbane che associano composizioni musicali ad interventi in spazi pubblici. Lo fa ripercorrendo il significato che i suoni della città hanno avuto nella storia della musica nel corso del Novecento, da Luigi Russolo con i suoni-rumori della stagione futurista, a John Cage che dà ‘voce’ alla musica dell’ambiente, fino alla musica concreta e al concetto di Soundscape di Murray Schafer, una pratica di design sonoro della città intesa a stabilire delle relazioni tra il paesaggio e il comportamento umano. Passa quindi ad affrontare più da vicino le connessioni tra suono e spazio urbano attraverso esempi tratti dal mondo dell’arte e della musica che spezzano letteralmente i confini tra le discipline fino a trasformare la percezione della città stessa: celebri sono le passeggiate sonore di Janet Cardiff, antesignane di tutte le pratiche sonore successive, che funzionano come audio-guide per il viandante guidato dai suoni stessi che la città produce. Infine l’autrice apre la questione sul rapporto tra progettazione architettonica e studio dei suoni, su come l’analisi delle caratteritiche sonore di una ambiente ‘da costruire’ possa indirizzare lo stesso progetto e restituire identità ad un luogo.
Costruire con i suoni si presta alla lettura di chiunque desideri avvicinarsi a queste nuove pratiche sonore e scoprire la città attraverso voci, suoni, rumori come elementi per costruire nuove architetture.