Anni 70. Fotografie e vita quotidiana

Il catalogo presenta una panoramica della mostra al Museo dell’Arte del Novecento e del Contemporaneo di Sassari, in collaborazione con il MAN, La Fabrica/PhotoEspaña 2009 e il Centro Andaluz de Arte Contemporaneo di Siviglia. La mostra propone uno sguardo su un gruppo di autori che contribuirono negli anni settanta ad un avvicinamento tra i cosidetti ‘fotografi artisti’ e gli ‘artisti che usavano la fotografia’, dovuto in particolare alla necessità di trattare gli istanti, gli oggetti e i luoghi della quotidianità. E’ un quadro di una generazione, di un gruppo di artisti che utilizzavano diversi metodi e tipi di immagini, dalle più diverse riaffermazioni del documentarismo, all’uso di immagini d’archivio, alle prime esperienze di narrative art. In maniera particolare la fotografia incominciò a essere utilizzata come mezzo principale per quella critica alla modernità che già all’epoca delle avanguardie cercava di eliminare i limiti tra arte ‘alta’ e arte ‘bassa’. In questo senso bisogna leggere il rinnovato interesse nei confronti della quotidianità, di tutto ciò che non poteva essere ricondotto e non aspirava ad essere considerata arte. Troviamo opere che da una parte radicalizzano le strategie di soggettivazione del reportage dai toni sempre più critici e drammatici in cui l’elemento autobiografico diventa sempre più preponderante come nelle opere di Alan Sekula, David Goldblat e Viktor Kolàr. Un’analisi della società, della realtà sociale, che mise in evidenza una realtà dominata da aspetti teatrali, in continua oscillazione tra reale e virtuale, come mostrano le opere di Fina Miralles, Cindy Sherman, Ana Mendieta. Un avvicinamento tra fotografia e quotidianità che portò, oltre ad una riflessione critica e filosofica sul mezzo fotografico e sulle sue potenzialità, anche ad una rinnovata attenzione sulle sue possibilità artistiche.