Titolo variabile

Due sono le tracce presenti in questo libro di Margherita Morgantin, edito da Quodlibet: il disegno e la parola.
La linea disegnata percorre questo piccolo volume – che raccoglie i lavori grafici dell’artista dal 1998 al 2008 – e ne traccia un’evoluzione, non solo dell’artista, ma anche del lettore. Spinto ad una prima lettura a muoversi rapidamente fino alla fine del libro, il lettore resta sospeso nel bianco della pagina che sembra invitarlo a riprendere da capo, quasi a salutare da lontano e attraverso il segno grafico la ‘circolazione del quadrato’ dei romanzi di Joyce. E la parola non è da meno in questo senso: il testo si intervalla al disegno, lo segue, lo rafforza o lo contraddice; passa dalle citazioni alle nozioni scientifiche sulla forza dei venti. Le connessioni scatenate da queste due linee – verbale e figurativa – sono innumerevoli e funzionano da input per le n interpretazioni e le n storie che possono prendere vita.
Molto raffinata, per semplicità ed eleganza, la veste grafica che contribuisce particolarmente all’effetto di sospensione silenziosa in cui riposano i disegni e di ‘infinito’ o di ‘indefinito’, da cui il titolo variabile.