Gianni Colombo

Il primo catalogo monografico in italiano e in inglese su Gianni Colombo, realizzato in occasione della mostra al Castello di Rivoli, è uno studio importante sull’opera dell’artista per gli interessanti saggi inediti, le interviste agli artisti del gruppo T, l’antologia di testi critici e infine il ricco apparato iconografico.
Il volume si apre con la riflessione di Christov Bakargiev che si concentra sulla partecipazione attiva del fruitore all’opera di Colombo. L’artista, eludendo ogni spettacolarità che porti a uno stato di contemplazione, conduce il soggetto a autodeterminare l’immagine percepita. Lo spettatore è chiamato ad azionare, toccare, attraversare, sperimentare: salendo sulla scala storta o entrando nell’ambiente dilatato  egli definisce l’opera attraverso le proprie reazioni fisiche e psichiche. E’ solo con l’integrazione del soggetto, il suo stato di equilibrio, le sue sensazioni, il suo rapporto con lo spazio che il lavoro di Colombo può dirsi compiuto.
Dedicati a Spazio Elastico sono i saggi di Scotini, che parla di macchina astratta, campo di forze che investono il corpo del fruitore intervenendo nel processo percettivo con la creazione di puri stimoli fisici e sensoriali, e di Beccaria, che descrive l’opera come “un esperimento attraverso il quale studiare le reazioni di chi accetta di parteciparvi”. Parole che colgono l’aspetto dell’arte partecipata di Colombo, ma anche la  sua componente emozionale. Spazio Elastico non va guardato, ma percorso, coincide con l’itinerario del visitatore, le sue emozioni, le sue percezioni. Non citati in questi studi, eppure da ricordare, sono i riferimenti agli psicologi gestaltisti come Kanisza, Bonaiuto, Metelli che negli anni ’50 riprendono Benussi e affrontano il problema della percezione.
Particolarmente interessante è il confronto di Guy Brett con la ricerca di Lygia Clark che, come Colombo, affronta il rapporto arte-vita ed esplora il campo dell’elasticità per coinvolgere il corpo nell’esperienza dell’opera. Un rapporto confermato, per altro, da Francois Morellet nel dialogo con Christov Bakargiev presente in catalogo.
Se il personaggio Gianni Colombo è raccontato dalle preziose testimonianze di Anceschi, De Vecchi, Varisco e Morellet, intervistati dai curatori della mostra, le sue opere sono descritte con le parole dello stesso artista che accompagnano, come didascalie, le fotografie del volume.
Chiudono lo studio le note biografiche, la cronologia di mostre e l’importante antologia di testi critici dove spiccano, tra gli altri, gli scritti di Lea Vergine e Tommaso Trini; infine la bibliografia selezionata di interviste, cataloghi, articoli e testi di carattere generale.
Segnalazione a parte meritano le riproduzione fotografiche delle opere e della vita di Gianni Colombo che accompagnano le pagine del catalogo.