Leggere la Contemporaneità
Le ho mai raccontato del vento del Nord
La forza di due vocali. Quella di una E e una I che aprono e chiudono questo romanzo epistolare dell’era Internet, deviando il destino di due persone. Emmi e Leo incrociano le loro vite per un malinteso, un semplice errore di battitura, percorrono un lungo tratto di strada, restando sospesi nell’aria. Parole e sentimenti senza l’ingombro del corpo, tessono una vita parallela, plausibile e innocua, ma altrettanto intensa di quella reale. Forse di più. Leggero e vivace racconta l’amore in modo anticonformista ma non sfacciato, elegante ma non ipocrita. Libero perché astratto e senza suono.
Giardini e no
Corredato da disegni di Pierre Le-Tan, Giardini e no assomiglia a un vecchio libro di botanica, nel quale si ritrovano i nomi delle piante e le descrizioni minuziose di chi ha reali conoscenze. Ma l’aspetto divertente è la lettura della variegata specie umana attraverso l’estetica dei giardini. Autobiografico, pungente, sarcastico e, a volte, mondanamente irriverente, arriva a toccare temi politici. Tutto è lieve ma energicamente schierato: un buon giardiniere è anche un buon cittadino ( inteso come soggetto sociale).
Delitto e castigo
Un classico, una sicurezza. Un thriller esistenziale universale. Il romanzo del senso di colpa: la megalomania, l’azione irragionevole, la presa di coscienza della propria pochezza, i dubbi morali e i rimorsi che provocano effetti psicosomatici. Raskol’nikov, il protagonista forza i confini e commette un delitto partendo da motivazioni teoriche prima che economiche. Dostoevskij crede che l’unica possibilità di redenzione sia l’amore e dimostra che la pena non può essere espiata se non attraversando un deserto sconfinato di solitudine.
La finestra dei Rouet
Dominique, quarantenne, ancora vergine, spia la vicina che sta nella casa di fronte, Antoinette, giovane, sensuale e possibile assassina del proprio anziano marito. O, comunque, che non ha fatto nulla per impedirne la morte. La garanzia dello stile e di quel modo di illuminare le zone d’ombra dell’animo umano di cui solo Simenon è capace: una vita vissuta di seconda mano dalla protagonista e quel confondersi delle personalità che avviene quotidianamente e nel silenzio più totale.
Hans Ulrich Obrist. Interviste volume 1 e 2
Michael Diers scrive nell’introduzione al primo volume: “….una tendenza perfettamente in sintonia con una società della conversazione che in pratica venera qualsivoglia forma di espressione in pubblico”. Si tratta di due folti volumi con interviste ad artisti, architetti, designer, registi, scrittori e quant’altro. Un fluire di parole in semilibertà che offrono riflessioni, motivazioni e racconti che aprono una serie di finestre sul mondo contemporaneo. A domande articolate e circostanziate, risposte altrettanto fluviali: si rivaluta la descrizione orale del panorama che ci circonda e che spesso percepiamo solo per immagini, perdendo parte del significato o distorcendolo.




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