Sami. Una storia libanese

Sami è la storia di un’amicizia vera, senza riserve, uno di quei sentimenti intensi, forti, che a volte si sviluppano in condizione estreme, drammatiche. Il luogo è Beirut nel 1983 durante la lunga guerra civile, iniziata nel 1976. Sami è l’autista libanese di Antonio Ferrari, inviato del Corriere della Sera. In breve tempo Sami diventa una guida preziosa e indispensabile, un amico fidato, che protegge Ferrari e gli permette, grazie alla sua audacia e alla sua esperienza, di svolgere al meglio la sua missione. Sami sa anche trasformarsi in una specie di angelo custode con una doppia funzione: informare con anticipo l’amico sul teatro degli eventi immediati e futuri, procurandogli inoltre contatti importanti, e preservarlo dagli inevitabili pericoli degli scontri armati e degli attentati. Questo breve racconto mi ha emozionato e commosso e, come altre letture successive alla mia campagna fotografica del 1991 sul teatro di guerra libanese, mi ha fatto capire, dopo un lungo periodo di tempo, qualcosa di più: strategie, atteggiamenti, segreti che prima non ero stato in grado di decifrare.