Leggere la Contemporaneità

Gabriele Basilico

Gabriele Basilico

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Alberto Savinio

Ascolto il tuo cuore, città


Adelphi
Milano 1984 []

Se anche la fotografia documentaria, pur nel suo approccio diretto con la realtà, non può esimersi da essere finzione, questo ‘libro-bibbia’ di Alberto Savinio è forse tra i pochi che ci aiutano nell’atto semplice e diretto del guardare a riscoprire il valore che può avere il rapporto affettivo con la città. Per raccontare la città, bisogna osservarne il corpo fisico con attenzione, bisogna saperla ascoltare, possibilmente in silenzio, lontano dal brusio e dal rumore di fondo. Bisogna provare a costruire un dialogo con i suoi luoghi, lasciare che lo spazio rilanci lo sguardo che le abbiamo rivolto per costruire una relazione possibile. La lezione di Savinio, nel campo della percezione dell’arte, continua oggi, al di là di ogni metafisica convinzione, ad essere attuale.

Georg Groddeck

Il libro dell’Es. Lettere di psicoanalisi ad un’amica


Adelphi
Milano 1966 []

In questo racconto/saggio notissimo, le teorie di Groddeck sull’inconscio, sulla psiche e sul comportamento, sono espresse in modo magistrale sotto forma di corrispondenza epistolare tra l’autore e un’amica. Il corpo, la sua forma, l’atteggiamento della personalità, l’essere sani o malati eccetera, vengono indagati come un vero e proprio linguaggio, alla ricerca di una molteplicità di significati. Ho spesso immaginato che questo approccio analitico e sensibile si possa spontaneamente trasferire alla lettura e alla ricerca di significato della forma della città, dei luoghi e del paesaggio. Se è vero che noi esprimiamo nell’aspetto e nel comportamento quello che siamo, e siamo destinati a configurare e modellare i luoghi che abitiamo, impregnandoli della nostra storia e del nostro privato, così anche i luoghi come le persone, indagati, ritratti (e fotografati), a loro volta sono forse in grado di raccontarci la loro storia e il loro vissuto.

Antonio Ferrari

Sami. Una storia libanese


Liberal Libri
Bologna 2001 []

Sami è la storia di un’amicizia vera, senza riserve, uno di quei sentimenti intensi, forti, che a volte si sviluppano in condizione estreme, drammatiche. Il luogo è Beirut nel 1983 durante la lunga guerra civile, iniziata nel 1976. Sami è l’autista libanese di Antonio Ferrari, inviato del Corriere della Sera. In breve tempo Sami diventa una guida preziosa e indispensabile, un amico fidato, che protegge Ferrari e gli permette, grazie alla sua audacia e alla sua esperienza, di svolgere al meglio la sua missione. Sami sa anche trasformarsi in una specie di angelo custode con una doppia funzione: informare con anticipo l’amico sul teatro degli eventi immediati e futuri, procurandogli inoltre contatti importanti, e preservarlo dagli inevitabili pericoli degli scontri armati e degli attentati. Questo breve racconto mi ha emozionato e commosso e, come altre letture successive alla mia campagna fotografica del 1991 sul teatro di guerra libanese, mi ha fatto capire, dopo un lungo periodo di tempo, qualcosa di più: strategie, atteggiamenti, segreti che prima non ero stato in grado di decifrare.

Gianni Celati

Verso la foce


Universale Economica Feltrinelli
Milano 2002 []

Gianni Celati è forse lo scrittore che più si avvicina ai fotografi di paesaggio. E’ nota la sua amicizia con Luigi Ghirri, la collaborazione e la reciproca influenza. Si può immaginare che la fotografia di paesaggio di Ghirri, quella che ha riscoperto la bellezza della normalità e della quotidianità, lontano da ogni retorica monumentale, estetica e accademica, sia stata fortemente suggestionata dai racconti di Gianni Celati. Verso la foce racconta un viaggio a piedi ‘alla Peter Handke’ nella pianura padana. Celati descrive in modo analitico il proprio spostamento nel territorio. Ho spesso avuto l’impressione, in questo e in altri racconti e diari di viaggio, che l’immagine di questi luoghi, territori di confine, case ‘geometrili’, strade fuori campo, cantieri in abbandono, sono evocati dalla scrittura dell’autore in modo nitido e magistrale come scenari che spesso la macchina fotografica non riesce a raccontare con la stessa efficacia e intensità.

Geof Dyer

L’infinito istante. Saggio sulla fotografia


Einaudi
Torino 2007 []

I libri di storia e i saggi critici sui fotografi ci raccontano l’opera, lo stile e la biografia degli autori, e la cronologia degli eventi nel tempo. Più raramente conosciamo fatti, curiosità, delle singole vite dei protagonisti, soprattutto se intrecciate tra di loro e al di là dello schermo che li separa dalla storia ufficiale e conosciuta. Geof Dyer, che non è né uno storico, né un critico di fotografia, ma un curioso e raffinato osservatore del mondo, ci offre uno spaccato della fotografia americana del primo novecento. Dietro le quinte ci fa leggere con ironica nitidezza il profilo di alcuni dei più importanti protagonisti della sua storia, sia sul piano umano e caratteriale, che su quello professionale e artistico. Sensibile indagatore di archivi e carteggi, l’autore ci rivela l’antagonismo tra due grandi maestri come Walker Evans e Edward Weston, e l’amicizia di questi con Alfred Stieglitz e Georgia O’Keeffe. Una storia di personaggi in controcampo che ci fa riscoprire il loro mito tra luci e ombre, vizi privati e pubbliche virtù.