Leggere la Contemporaneità

Meris Angioletti

Meris Angioletti

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Maya Deren

Ècrits sur l’art et le cinéma


Paris Experimental, Parigi 2004
[www.paris-experimental.asso.fr]

Scritto in forma di anagramma il testo principale di questo libro è un saggio di estetica a più entrate, che ripercorre attraverso una scrittura poetica e scientifica le immagini enigmatiche dei film di Maya Deren. Facendo del cinema un incontro sostanziale tra arte e scienza, il lavoro dell’artista viene definito come una riflessione sulla natura e la civiltà che, attraverso gli strumenti del rituale e del mito, esplora e si cofronta con i territori dell’incoscio.

Carlo Ginzburg

Miti, emblemi e spie


Einaudi, Torino 2000
[www.einaudi.it]

Nel saggio Spie. Radici di un paradigma indiziario, contenuto in questo libro Carlo Ginzburg afferma che: “Forse l’idea stessa di narrazione nacque per la prima volta in una società di cacciatori, dall’esperienza della decifrazione delle tracce”. Sul filo degli indizi, l’autore compara la metodologia del detective a quella dello psicologo, lo storico-narratore al critico d’arte, figure accomunate da un procedimento medico, in cui sono le tracce (i sintomi), magari infinitesimali, che consentono di cogliere una realtà più profonda altrimenti inattingibile. Visivamente questa associazione tra narrazione e medicina mi ricorda un lavoro di Rodney Graham in cui sopra due ritratti di Freud e Beaudelaire è riportata la domanda “Are you a doctor, Sir?”, che per caso compare almeno uno volta all’interno dei testi di entrambi, rivolta agli autori in prima persona.

Roland Jouvent

Le cerveau magicien


Odile Jacob, Parigi 2009
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La magia del cervello è, secondo Roland Jouvent, la sua capacità di ritradurre e riscrivere costantemente la realtà epurandola da tutti gli elementi che causano dolore o disagio, al fine di procurare soddisfazione e piacere e di autoconservare l’individualità. In questo senso la malattia psichica viene vista come un cattivo funzionamento del ‘cervello illusionista’, una perdita della naturale capacità del cervello di trasformare la realtà per assecondare i desideri di chi la guarda.

Juli Zeh

Un semplice caso crudele


Baldini Castoldi Dalai, Milano 2009
[http://shop.bcdeditore.it]

Juli Zeh scrive romanzi bellissimi, ma non scrive solo romanzi. Questo non è il migliore, ma il personaggio di Shilf, detective visionario e acuto, che, indagando su una misteriosa morte metafisica, incrocia la sua strada con quella di un ricercatore in fisica teorica, ha qualcosa di così tragico che sembra che la realtà stia per collassare da un momento all’altro. Un collasso della conoscenza, ma anche etico – come in Aquile e Angeli, il suo primo romanzo (che ho letto due volte di seguito), ambientato tra Vienna, Belgrado e il tribunale dell’Aja poco dopo la fine della guerra nei Balcani.