Esercizi di stile

Categoria 1. I libri che mi hanno scelto
Data di prima lettura: 02.10.2009

Cercavo due libri: uno in lingua originale, per non trascurare quel mio buffo francese africano, l’altro, che potesse diventare buono strumento per lo sviluppo di un nuovo laboratorio d’arte relazionale, all’interno di una scuola difficile. Giravo così, senza meta tra gli scaffali. Ed eccolo lì: 2 in 1. Un gioiello di semplicità ed intelligenza, un concentrato di stimoli, con la chicca dell’introduzione e traduzione di Umberto Eco. Una storia banale, raccontata in 99 modi diversi: un momento della vita d’ogni giorno, con i suoi normali protagonisti, tradotta in svariati ed incredibili linguaggi. Un esercizio per la fantasia, un testo di retorica applicata, un gioco per l’autoironia. Tra aferesi, omoteleuti e paragoge, versioni in alfabeto farfallino, in giavanese, dal volgare al raffinato. Un esempio di convivenza ed incontri tra territori linguistici e personali. L’ho usato abbinato/sovrapposto/unito a testi come La vita istruzioni per l’uso[1] e I libri della fantasia[2], compiendo incursioni abbigliate da intellettuali, con ai piedi stivali da pioggia, in campi umidi al confine tra socialità in allarme e architettura partecipata. Ha funzionato, soprattutto in quella scuola che – agli altri – sembra difficile, dove la fantasia e l’intelligenza sanno ancora sedurre allievi distratti da vite troppo pesanti.


[1] G. Perec, La vita istruzioni per l’uso, R.C.S. Libri, Milano 1997. Data prima lettura: 14.03.2005. Perfetto, dal preambolo all’epilogo.

[2] G. Rodari, I libri della fantasia, Einaudi Ragazzi, Trento 2010. Data di prima lettura: 16.10.2010. Edizione con disegni di Bruno Munari.