Kim

Forse il solo libro di cui avevo un vago, ma felice ricordo di una lettura adolescenziale che ho riletto e poi riletto ancora alla soglia della vecchiaia. Con lo stupore di scoprire che quel ‘libro per ragazzi’ era invece un formidabile libro di meditazione umana e filosofica sulla vita, un’iniziazione, sul diventare uomini, sull’amicizia, sul bisogno di maestri, per me cosi fondamentale, sulla ricerca, attraverso l’esperienza del mondo e la morte del senso stesso della vita. Un libro che parlava all’adolescente che ero alla prima lettura con la stessa necessità con cui parla oggi all’uomo più che maturo. Ma libro felice rimane. Uno, anzi, dei rarissimi libri felici tra quanti se ne possano leggere. Come L’Isola del tesoro, per dire. E come quel grande libro d’avventure e d’avventura, esistenziale e letteraria. Ecco, i libri di Roth non sono libri felici, anche se danno felicità estetica, letteraria, di pensiero. Kim dà felicità, ma è anche un libro felice. L’unica malinconia la suscita quando se ne è conclusa la lettura. Come faremo a vivere senza? Ma per fortuna, dopo poco tempo si può rileggere, e sarà sempre diverso e sempre felice.
PS : E Borges allora? E Diderot, e Leopardi, e Gadda, e De Roberto, Brancati, e Thomas Bernhard, Alejo Carpentier, e Stanislav Jerzy Lec, ,e, ,e, ,e, ,e, e, ………