Saggi

Il primo incontro è stato nell’antologia di Gide. Ne ho poi comprate diverse edizioni. Non credo di averlo mai letto per intero. O forse sì. Ma da quella prima volta, molti anni fa, è rimasto sempre a portata di mano. Lo apro a caso, in un punto qualsiasi, e immediatamente, qualunque sia il tema che tratta, ritrovo il tono inconfondibile della conversazione con un vero amico. L’amicizia, di cui Montaigne ha cosi meravigliosamente scritto – e la sua prosa è un parlar pensando, lucido e affettuoso – instaura quello specialissimo scambio per cui l’amico, raccontando di se stesso, dei propri pensieri, propriamente rivela a te i tuoi, ti regala la sua intelligenza della vita, della storia, la sua scienza del cuore umano. Uomo libero, cervello libero, il più perfettamente laico della cultura occidentale. Non ci si capacita che quest’uomo indenne da ogni fanatismo abbia vissuto, pensato e scritto in tempi di eretici bruciati e che per secoli ancora sarebbero stati, e ancora sono, offesi, torturati, uccisi.