Leggere la Contemporaneità presenta...

Carla Lonzi. Foto di Pietro Consagra, courtesy Archivio Pietro Consagra

Carla Lonzi. “Autoritratto” di una Santa?

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Introduzione di Anna Detheridge



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Recentemente sono state fatte e se ne faranno ancora molti convegni e presentazioni della figura e dell’opera di Carla Lonzi, riedito per intero da et al./edizioni, meritoria e coraggiosa casa editrice in controtendenza.  In una cornice insolita come quella di una rivista online, vi proporrei di parlare di Carla Lonzi a partire da “Autoritratto” pubblicato per la prima e unica volta nel 1969, oltre quarant’anni fa, ampliando lo sguardo su ciò che questo prezioso e insolito libro ci porta a discutere: in primis il mestiere del critico, il rapporto tra critica e il proprio tempo, ruolo che Carla Lonzi già con questo libro giudicava esaurito.

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Annemarie Sauzeau



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Carla Lonzi è una “presenza alle mie spalle”, come un’ombra che si profila nella mia esistenza da una quarantina di anni …con alcune resurgenze le cui date, non mancano di coincidenze tragiche, come potrebbero testimoniare alcuni amici…

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Giorgio Zanchetti



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Corrado Levi, Laura Iamurri e Laura Lepetit



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Dibattito



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Premesso che trovo utile ed encomiabile ogni iniziativa editoriale e di conoscenza della figura di Carla Lonzi, assumo in questa occasione il ruolo antipatico di indicare i limiti di un personaggio eccezionale come è stata. Lo faccio da suo grande estimatore: ne ho scritto e ho ripetutamente affrontato il suo lavoro in vari corsi insieme a studenti. Mettere in atto un’approfondita considerazione verso ciò che ha fatto, rispettosa e critica insieme, è il modo migliore per tenere vivo l’interesse nei suoi confronti, soprattutto da parte di giovani, che spesso ne rimangono affascinati. La necessità di uno studio critico, che superi la soglia dell’ammirazione, vale per molti, per tutti i personaggi significativi, anche perché abbiamo bisogno di arricchimenti di conoscenza fondati sulla loro opera, a partire dal loro lavoro, non di nuove forme di idolatria.

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