Il giardiniere planetario

Con il “Manifesto del Terzo Paesaggio” Gilles Clément apriva nuovi orizzonti sulle teorie contemporanee legate al paesaggio. A partire dalla sua personale esperienza, “Il giardiniere planetario riflette sulle tappe di una possibile progressione verso la costruzione di un sapere, rispondendo alle domande che solo il giardino stesso può porre e a cui la letteratura – spesso in forma autobiografica – può rispondere. Clément racconta allora come sia nato il suo interesse per il mondo vegetale e come questo si sia sviluppato fino a portarlo a esser considerato un paesaggista di fama internazionale o, meglio, un giardiniere – come ama definirsi. Giardiniere, dunque, è la figura che corrisponde al profondo conoscitore del passato e, se il giardino è osservatorio del tempo vivente, a rappresentare la categoria dei giardinieri planetari è l’intera umanità, un insieme di attenti osservatori, coloro che guardano e comprendono le diversità come garanzia per il futuro dell’umanità. Il pianeta è quindi considerato giardino, e tutti noi siamo responsabili dell’ecosistema, un luogo in cui i nostri gesti si ripercuotono nell’armonia dell’insieme. Come parti di un tutto. Infine, se Clément sostiene che non è possibile predire le forme del giardino di domani, allora l’esortazione a tutti coloro che si occupano di paesaggio non è tanto quella di far perdurare le forme nel tempo ma, ammesso che ci si riesca, far sì che nel tempo il giardiniere mantenga l’incanto del presente.