L’urbanistica del disprezzo

Prendendo in esame una ventina di province italiane, questo libro descrive luoghi e condizioni in cui vivono gli zingari, in particolare i rom provenienti dalla ex-Jugoslavia. Baraccopoli nelle discariche, tra i binari e strade di scorrimento veloce, in terreni senza acqua potabile, senza luce elettrica, senza servizi. Ma anche strategie di adattamento; l’edilizia che sfrutta le risorse dei cassonetti e il gusto di riciclare oggetti; le donne che organizzano la vita delle famiglie in condizioni impossibili; il rafforzamento di alcuni tratti dell’identità culturale come scelta politica di difesa collettiva dalle ruspe, dagli sgomberi e dalla discriminazione. Più che un libro sui rom e sui sinti questa è una riflessione su come i diversi settori dello stato e della società di disciplinano la loro vita e regolano i rapporti tra zingari e non zingari nel nostro paese. Non contiene deprecazioni o lamentele, ma precise descrizioni, resoconti cronologici, riflessioni autobiografiche, che parlano più chiaro di qualsiasi denuncia.