novembre 2010

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Maria Perosino (a cura di)

Effetto terra


Johan & Levi, Milano 2010
[www.johanandlevi.com]

Emergenze ambientali, manipolazioni genetiche, nature artificiali: sono sempre più numerosi gli artisti che si interessano a questi temi dedicando loro opere in cui alternano indagine, denuncia, progetto e utopia. Con l’efficacia e la sinteticità proprie del linguaggio visivo, gli artisti hanno infatti saputo non solo farsi interpreti di questioni che appartengono alla sensibilità di molti, ma rendere tangibili scenari altrimenti intangibili. Temi e questioni diverse che hanno un’origine comune: la convinzione che qualsiasi riflessione di tipo estetico non possa che prendere avvio da una responsabilità etica nei confronti della ricerca scientifica e della tecnologica e di quali conseguenze questa sviluppi sul paesaggio naturale e comportamentale in cui abitiamo. L’analisi scientifica della natura ha consentito anche agli artisti di addentrarsi nelle dinamiche dell’ambiente in cui viviamo, di farle proprie e quindi di porsi in una posizione critica, abbandonando quella ‘contemplazione’ della natura che aveva contraddistinto la produzione artistica fino alla fine del IXX secolo. Il libro è costruito come un percorso espositivo, composto da capitoli tematici che attraverso testi e immagini alternano indagine sul presente e prefigurazione del futuro. Per ogni capitolo le immagini sono accompagnate da brevi testi introduttivi e arricchite da una piccola antologia di testimonianze dirette, cui fa da contrappunto la voce di scienziati, filosofi e storici dell’arte.

Luigi Ferrario

Luigi Ferrario. Paesaggi costruiti-Land Shapes


Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2010
[www.silvanaeditoriale.it]

Il volume illustra l’attività architettonica di Luigi Ferrario, professionista impegnato nei settori di progetto di residenza, di interni, di recupero urbano e di restauro.
I saggi introduttivi sottolineano le peculiarità del suo operato che riesce a coniugare un’approfondita cura per il dettaglio tecnico e costruttivo e un’attenta sensibilità per il contesto – costruito o naturale – in cui l’intervento va a inserirsi. Recupero e innovazione, luoghi storici e memorie del Moderno si intrecciano e convergono nella scelta dell’architetto di interpretare il presente secondo una linea razionale che si collega alla lezione dei Maestri del ‘900, in particolare di Ludwig Mies van der Rohe e di Alberto Sartoris. Seguono, nel volume, un’accurata disamina dei numerosi lavori eseguiti, e apparati biobibliografici.

a.titolo (a cura di)

Nuovi Committenti

Arte contemporanea, società e spazio pubblico
Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2008
[www.silvanaeditoriale.it]

Oggi a Torino, nel quartiere Mirafiori Nord ci sono quattro opere d’arte nate intorno ad altrettante funzioni: il Laboratorio di Storia e storie, uno spazio didattico aperto alle scuole progettato da Massimo Bartolini in una piccola cappella barocca, Totipotent Architecture, la scultura abitabile di Lucy Orta di fronte a un liceo, Multiplayer, il campo da gioco di Stefano Arienti in un nuovo parco pubblico e l’Aiuola Transatlantico di Claudia Losi tra le case di un complesso di edilizia pubblica.
Ognuna di queste opere-luoghi è il risultato di un articolato processo che si è sviluppato attraverso immaginari e prassi condivise, secondo un modello – quello dei Nuovi Committenti, già conosciuto in Europa e applicato qui per la prima volta in Italia – che da un lato riconosce ai cittadini un ruolo attivo nelle decisioni riguardanti i cambiamenti fisici, culturali e sociali dei loro luoghi di vita e, dall’altro, risponde a un programma diretto a promuovere, attraverso misure finanziarie e interventi strategici e integrati, una nuova politica di rigenerazione urbana rivolta a città e quartieri disagiati.
Il volume documenta le quattro committenze realizzate, attraverso ampi interventi critici e immagini fotografiche.

Piero Brunello (a cura di)

L'urbanistica del disprezzo

Campi Rom e società italiana
Manifestolibri, Roma 1996
[www.manifestolibri.it]

Prendendo in esame una ventina di province italiane, questo libro descrive luoghi e condizioni in cui vivono gli zingari, in particolare i rom provenienti dalla ex-Jugoslavia. Baraccopoli nelle discariche, tra i binari e strade di scorrimento veloce, in terreni senza acqua potabile, senza luce elettrica, senza servizi. Ma anche strategie di adattamento; l’edilizia che sfrutta le risorse dei cassonetti e il gusto di riciclare oggetti; le donne che organizzano la vita delle famiglie in condizioni impossibili; il rafforzamento di alcuni tratti dell’identità culturale come scelta politica di difesa collettiva dalle ruspe, dagli sgomberi e dalla discriminazione. Più che un libro sui rom e sui sinti questa è una riflessione su come i diversi settori dello stato e della società di disciplinano la loro vita e regolano i rapporti tra zingari e non zingari nel nostro paese. Non contiene deprecazioni o lamentele, ma precise descrizioni, resoconti cronologici, riflessioni autobiografiche, che parlano più chiaro di qualsiasi denuncia.

Emanuela De Cecco, Davide Ferri (testi di)

Antonio Rovaldi. Marcamenti


Edizioniessegi, Ravenna 2005
[www.edizioniessegi.iy]

Una parte consistente del lavoro di Antonio Rovaldi si sviluppa attorno all’idea di ‘luogo’, visto innanzitutto come spazio da attraversare col corpo e successivamente come paesaggio da reinventare, da reinterpretare aprendosi a segnali e indicazioni che derivano dal vissuto personale, dalla memoria, dal sogno e persino dalla letteratura. Allora nei video dell’artista sempre si alternano e si sovrappongono due sguardi: uno più analitico (quasi da ‘documentarista’ interessato ad aspetti antropologici e geologici del territorio) e uno più aperto alle possibilità di abbandono estetico, alle suggestioni che derivano da una visionarietà che, pur misurata, crea un gioco di continui rimandi simbolici, libere associazioni, accostamenti involontari e dissonanze improvvise rispetto alla realtà del luogo.
Così, sospesi in un tempo ciclico e indefinito, abitati da figure ambigue e misteriose (quasi apparizioni che comunicano con l’ambiente circostante attraverso una gestualità segreta e indecodificabile), i paesaggi che Antonio Rovaldi ama restituirci restano sempre sottilmente in bilico tra possibile e visionario, ordinario e soprannaturale, descrizione e rivelazione.
Proprio attorno a questo nucleo di lavori dedicata al paesaggio si articola la mostra Marcamenti (maggio-luglio 2005), contenente una selezione di lavori video e fotografici appartenenti come Le spiagge bianche, 2004; Non ricordo esattamente quando – Video Appunti Vulcano, 2002 e una nuova scultura, Indaga – Come un suono suonato dal vento, prodotta appositamente per gli spazi del Museo dell’Arredo Contemporaneo.