Pubblico paesaggio. Documenti del Festival dell’Architettura 4, 2007-2008

“Ad introduzione delle ricerche dedicate al tema del Festival, avanzavamo l’ipotesi di un paesaggio che esiste solo in quanto pubblico, conseguendone responsabilità dell’architettura e non solo. Non una definizione quindi, ma una condizione da cui si è partiti per comprendere come il tema del paesaggio possa fare parte di una dimensione etica del progetto. Tuttavia, in un mondo dove rispetto alla forma e alla materia prevale l’immagine del paesaggio, è sembrato opportuno aprire un confronto non scontato sull’affermazione di un tecnica paesaggistica e soprattutto sulla sua capacità di interpretare le reali esigenze della trasformazione insediativa. Oltre ad ogni legge, gusto o politica dell’immagine, il paesaggio è fatto di cose, nella fattispecie di architetture, capaci di sottrarsi al valore di esposizione per farsi valore d’uso, superando vecchi e nuovi paesaggismi” (Carlo Quintelli, direttore del Festival).