novembre 2009

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Francesco Manacorda

Radical Nature. Art and Architecture for a Changing Planet 1969–2009


Koenig Books & Barbican Art Gallery, London 2009
Published on the occasion of the exhibition at the Barbican Art Gallery, London, June 19-October 18, 2009 []

Grandi artisti di diversa generazione per la prima volta a confronto nella mostra Radical Nature alla Barbican Art Gallery di Londra. Da Joseph Beuys, Richard Buckminster Fuller, Robert Smithson fino a Mierle Laderman Ukeles e Mark Dion, per arrivare alle giovani leve con Tue Greenfort, Simon Starling e altri ancora: ciascuno a sua modo e assecondando le proprie inclinazioni artistiche e il contesto storico di appartenenza, ha dato vita ad opere straordinarie e soluzioni originali per affrontare le problematiche poste da un pianeta in continua trasformazione. Una mostra che prende linfa dai lasciti della Land Art e dell’attivismo ambientalista e che trasforma lo spazio della galleria – e non solo – in un vero e proprio paesaggio fantastico tra installazioni restaurate, all’interno e all’esterno dello spazio espositivo, e un progetto satellite off site del collettivo EXYZT.

Germano Celant

Ambiente/Arte. Dal futurismo alla body art


Edizioni La Biennale di Venezia
Venezia 1977 []

Una delle più importanti mostre tematiche e una delle rare occasioni che ha saputo coinvolgere, grazie alla cura di Giorgio Verzotti, anche i rappresentanti internazionali dei padiglioni nello sviluppo di progetti che si richiamano al tema Arte Ambiente. E così ha fatto Germano Celant per il Padiglione Italia: dalle avanguardie e dai protagonisti dei primi decenni del ‘900 – Balla, Depero, Tatli, El Lisitskij, Kandinsky, Van Doesburg, Sonia Delaunay, Duchamp, Schwitters, solo per citarne alcuni – si passa ai rappresentati contemporanei, chiamati da Celant a confrontarsi con lo spazio del padiglione rileggendolo alla luce delle esperienze che sin dagli anni ’60 hanno interessato l’arte contemporanea.

Pubblico paesaggio. Documenti del Festival dell’Architettura 4, 2007-2008


Festival dell’Architettura Edizioni
Parma 2008 []

“Ad introduzione delle ricerche dedicate al tema del Festival, avanzavamo l’ipotesi di un paesaggio che esiste solo in quanto pubblico, conseguendone responsabilità dell’architettura e non solo. Non una definizione quindi, ma una condizione da cui si è partiti per comprendere come il tema del paesaggio possa fare parte di una dimensione etica del progetto. Tuttavia, in un mondo dove rispetto alla forma e alla materia prevale l’immagine del paesaggio, è sembrato opportuno aprire un confronto non scontato sull’affermazione di un tecnica paesaggistica e soprattutto sulla sua capacità di interpretare le reali esigenze della trasformazione insediativa. Oltre ad ogni legge, gusto o politica dell’immagine, il paesaggio è fatto di cose, nella fattispecie di architetture, capaci di sottrarsi al valore di esposizione per farsi valore d’uso, superando vecchi e nuovi paesaggismi” (Carlo Quintelli, direttore del Festival).

Francesco Antinucci

L’algoritmo al potere. Vita quotidiana ai tempi di Google


Editori Laterza
Roma|Bari 2009 []

È un’idea molto diffusa oggi che la tecnologia sia il motore e anche la guida dello sviluppo, che progredisca secondo i suoi disegni e determini con le sue ricadute gran parte delle nostre vite. Nulla è più lontano dalla realtà. Innanzitutto perché molte volte il puro e semplice caso gioca in questi processi un ruolo determinante: quasi mai le innovazioni più importanti – dal treno, alla radio, a Internet – sono state generate per lo scopo per il quale hanno poi avuto fortuna. Spesso gli stessi protagonisti non sanno quello che stanno facendo, come nel caso di Google, responsabile simultaneamente del più grande successo e del più grande insuccesso degli ultimi dieci anni. E infine a volte sono proprio le cosiddette ricadute a costituire l’innovazione, come mostra lo straordinario fenomeno del social networking. In queste condizioni conviene, allora, raccontare storie, storie vere, piuttosto che cercare di teorizzare: si capisce di più e meglio. È quanto fa questo libro con Google, Netflix, YouTube, Wikipedia e altro ancora.