Dizionario giuridico dell’arte

Per la prima volta tutto il diritto dell’arte riunito in un unico volume, spiegato con parole semplici, affrontato con ironia e leggerezza: quasi un ‘manuale di galateo’ per art addicts e aspiranti tali. Il tutto arricchito da aneddoti, curiosità, divertissements, casi ed esempi scelti tra i più bizzarri, e per questo tra i più esemplari, di un mondo, come quello dell’arte, sempre più glocal, sempre più plurimilionario, sempre più glamour, sempre più caratterizzato dalla contaminazione dei linguaggi. Non è un caso quindi che l’autrice abbia deciso di dare il giusto risalto, oltre alle tematiche giuridiche tradizionali legate ai beni culturali e all’antiquariato, anche a tutto ciò che è oggi di tendenza: fotografia, installazioni, performance, design, video arte, digital art, land art. Arrivando a comprendere anche la moda: perché il mondo dell’arte (soprattutto contemporanea) e quello del fashion sono tutt’altro che lontani.
Dimenticate il grigiore e la noia dei consueti libri di diritto, e lasciatevi sedurre da un testo che con leggerezza e ironia, ma senza per questo abdicare al rigore e alla correttezza delle informazioni, vi saprà guidare con piglio sicuro nel complicato mondo del diritto dell’arte: il quale, già dopo qualche pagina, non vi sembrerà più poi così complicato. Costruito secondo la logica di un dizionario, il testo si avvale di un utilissimo apparato di rimandi ragionati: in poco più di 50 “lemmi” tutto quello che antiquari, archeologi, artisti e loro eredi, architetti, art advisors, collezionisti, curatori, editori, galleristi, mecenati, case d’asta, musei, designers e fashion designers, fund raisers, restauratori, storici dell’arte, uffici stampa, sponsor, o più semplicemente curiosi e appassionati, devono e posso no sapere sui risvolti legali (e non solo) del mondo dell’arte, per muovervisi con più disinvoltura“.
Silvia Segnalini