maggio 2010

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Silvia Segnalini

Dizionario giuridico dell'arte

Guida al diritto per il mondo dell'arte
Skira, Milano 2010
[www.skira.net]

Per la prima volta tutto il diritto dell’arte riunito in un unico volume, spiegato con parole semplici, affrontato con ironia e leggerezza: quasi un ‘manuale di galateo’ per art addicts e aspiranti tali. Il tutto arricchito da aneddoti, curiosità, divertissements, casi ed esempi scelti tra i più bizzarri, e per questo tra i più esemplari, di un mondo, come quello dell’arte, sempre più glocal, sempre più plurimilionario, sempre più glamour, sempre più caratterizzato dalla contaminazione dei linguaggi. Non è un caso quindi che l’autrice abbia deciso di dare il giusto risalto, oltre alle tematiche giuridiche tradizionali legate ai beni culturali e all’antiquariato, anche a tutto ciò che è oggi di tendenza: fotografia, installazioni, performance, design, video arte, digital art, land art. Arrivando a comprendere anche la moda: perché il mondo dell’arte (soprattutto contemporanea) e quello del fashion sono tutt’altro che lontani.
Dimenticate il grigiore e la noia dei consueti libri di diritto, e lasciatevi sedurre da un testo che con leggerezza e ironia, ma senza per questo abdicare al rigore e alla correttezza delle informazioni, vi saprà guidare con piglio sicuro nel complicato mondo del diritto dell’arte: il quale, già dopo qualche pagina, non vi sembrerà più poi così complicato. Costruito secondo la logica di un dizionario, il testo si avvale di un utilissimo apparato di rimandi ragionati: in poco più di 50 “lemmi” tutto quello che antiquari, archeologi, artisti e loro eredi, architetti, art advisors, collezionisti, curatori, editori, galleristi, mecenati, case d’asta, musei, designers e fashion designers, fund raisers, restauratori, storici dell’arte, uffici stampa, sponsor, o più semplicemente curiosi e appassionati, devono e posso no sapere sui risvolti legali (e non solo) del mondo dell’arte, per muovervisi con più disinvoltura“.
Silvia Segnalini

Salah M.Hassan e Cheryl Finley (edited by)

Diaspora Memory Place

David Hammons, Maria Magdalena Campos-Pons, Pamela Z
Prince Claus Fund Library; Prestel, Munich-Berlin-London-New York, 2008
[www.prestel.com]
Una presentazione affascinante ed un’analisi profonda di tre degli artisti africani più interessanti sulla diaspora del nostro tempo.
Originariamente concepiti per Dak’art – la biennale di arte africana e contemporanea – i tre progetti site-specific descritti in questo libro si sforzano di comunicare nozioni di stereotipizzazione razziale, memoria, lingua e di passato condiviso. Il lavoro di David Hammons, Sheep Raffle, critica e sfida il mondo dell’arte registrando il processo di mercato e di realizzazione di un progetto di arte relazionale. In Threads of Memory, Maria Magdalena Campos-Pons tesse insieme storie di dislocamento in costruzioni che formano un racconto proiettato su schermi multipli. Il lavoro della sound artist Pamela Z. combina voce solista, oggetti e proiezioni video.
Una serie di saggi di affermati studiosi, artisti e critici esaminano questi progetti innovativi alla luce del concetto di  ‘Diaspora dell’arte’ ed affermano la loro importanza nel campo dell’arte concettuale e dei nuovi media.
Claudio Cravero (a cura di)

Ecosoft Art

Un parco in movimento
Eventi&Progetti Editore, Biella 2008
[www.parcoartevivente.it]

Nel laboratorio sperimentale del PAV – Parco Arte Vivente di Torino prende forma ECOSOFT ART, esposizione documentativa che segna l’inaugurazione ufficiale del Centro d’arte contemporanea.
Il catalogo intende riflettere – attraverso contributi provenienti da campi disciplinari diversi (arte, architettura, antropologia e biologia) – sulle strade percorse e sui possibili sviluppi del parco, dalla sua genesi progettuale alle ipotesi sul futuro. ECOSOFT ART entra in silenzio, soft appunto, sia per la natura delle sperimentazioni che sono state ospitate negli anni di prefigurazione del parco sia per la leggerezza di alcuni materiali – organici e inorganici – impiegati dagli artisti coinvolti (Piero Gilardi, Michel Blazy, Enrica Borghi, Dominique Gonzalez-Foerster, Francesco Mariotti).
Il volume è suddiviso, quasi come un brano musicale, in Preludi, Arrivi e Visioni, tre precisi atti che scandiscono una narrazione. E diventa l’eco stessa del PAV, cioè il ritorno sonoro di un parco in movimento che, con la sua coralità, rappresenta tutti gli interrogativi che l’arte, la scienza e le nuove discipline pongono alla natura, a quanto nei suoi confini vive, pulsa o semplicemente accade.

Associazione 'Il Progetto' (a cura di)

La storia di Marco Cavallo

Grafiche di Vittorio Basaglia; fotografie di Claudio Erné
Comune di Pinzano al Tagliamento; Associazione 'Il Progetto'; Mediocredito Friuli Venezia Giulia, 2006
[]

“Che cosa centra lo ‘sport’ con Vittorio Basaglia, la fotografia o Marco Cavallo?
Lo Sport centra, quando è uno Sport per Tutti: senza misure, standard o prestazioni da raggiungere. Quando è un Sport che consente di vivere con gioia e libertà il proprio corpo, le proprie emozioni, nell’ambiente, insieme agli altri. Quando permette di andare alla propria velocità, di condividere al di là delle differenze. Quando un gioco è vissuto come un’avventura che avvicina, un movimento porta ogni giorno più vicino al traguardo dell’autonomia. Quando la vittoria è il sorriso di un anziano o la gioia di un bambino, è uscire dal proprio isolamento, sentirsi in gruppo nella libertà di essere se stessi…
” ‘Il Progetto’ è un po’ il nostro Marco Cavallo, un’avventura cominciata in Val d’Arzino oltre dieci anni fa…ecco cosa centra lo sport con Vittorio Basaglia, con l’arte, la fotografia…
Deborah Del Basso – Associazione ‘Il Progetto’

Emanuela De Cecco (a cura di)

Passaggi a Sud Est

Sguardi di artiste tra storie, memorie, attraversamenti
UDI Biennale Donna, Ferrara 2006
[http://associazioni.comune.fe.it]

Titolo della mostra e catalogo della XII edizione della Biennale Donna di Ferrara, Passaggi a Sud Est propone un confronto tra i lavori di otto artiste internazionali – Tacita Dean, Gülsün Karamustafa, Daniela Kostova, Laura Matei, Margherita Morgantin, Ulrike Ottinger, Joanna Rajkowska e Nasrin Tabatabai – che, da punti di vista diversi, nella loro ricerca hanno rivolto la loro attenzione all’Europa dell’Est.
Il titolo prende esplicitamente spunto da uno dei lavori in mostra, il film Passaggio a Sud Est, dove la filmaker tedesca Ulrike Ottinger propone il resoconto di un viaggio dalla Polonia a Istanbul, via terra, dando visibilità ad una Europa meno nota, dove i segni lasciati dalla storia e dalla vita di oggi mostrano quante e quanto significative siano le relazioni con il confinante mondo asiatico.
Alcune delle artiste provengono e tuttora vivono nell’Europa dell’Est (Polonia, Turchia) altre si sono spostate per vivere e lavorare altrove (dalla Bulgaria agli Stati Uniti, dalla Romania all’Italia), altre ancora hanno attraversato l’area in questione in prima persona (dall’Italia, dall’Inghilterra) mentre alcune hanno prestato il proprio sguardo alle narrazioni altrui (dall’Iran a Istanbul).
La mostra parte dall’attenzione ad un’area geografica, che si trasforma nella volontà di indagare le diverse modalità di interpretare la dimensione del viaggio e lo sguardo che da questa dimensione prende corpo. Per molte delle artiste coinvolte, lo spostarsi costituisce una condizione ricorrente, in alcuni casi necessaria, alla realizzazione del lavoro: è proprio l’accostamento di questa pluralità di sguardi – da dentro e da fuori, da vicino e da lontano – che costituisce il centro della mostra.
Con l’uso prevalente di linguaggi della riproduzione contemporanea, come video e fotografie, Passaggi a Sud Est intende scartare l’idea di una mostra ‘panoramica’ e si propone come una campionatura, un insieme di esempi e di possibilità.