Film as a Subversive Art

Accompagnandosi da still tratti da film quasi introvabili, Amos Vogel analizza come l’uso di un’estetica d’avanguardia e di ideologie sovversive possano, attraverso una delle forme d’arte più potenti della modernità, cambiare o manipolare il nostro conscio e inconscio (mi viene in mente un altro libro più o meno contemporaneo a questo: Expanded Cinema Gene Youngblood, 1970), demistificare taboo visivi, distruggere forme cinematografiche obsolete e minare sistemi di valori esistenti e istituzioni. Questa idea di sovversione totale della forma e del contenuto viene presentata attraverso l’analisi di più di 500 film, molti dei quali censurati o mai realizzati, e della loro influenza sul contesto scientifico, filosofico e artistico contemporaneo.