giugno 2010

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Luigi Cavadini, Bruno Corà e Giacinto Di Pietrantonio (a cura di)

Il grande gioco

Forme d'arte in Italia 1947-1989
Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2010
[www.ilgrandegioco.it www.silvanaeditoriale.it]

Il volume racconta quarant’anni di arte italiana, facendo il punto su quanto è stato realizzato nei decenni che vanno dal 1947 al 1989. Un periodo cruciale per l’Italia – sono gli anni della ricostruzione e del celebrato ‘miracolo italiano’, della contestazione e del terrorismo, nonché della Guerra fredda – che ha avuto un importante riverbero sul mondo artistico, e la cui valutazione appare oggi imprescindibile per una piena comprensione della realtà di oggi.
Il volume – scandito in tre sezioni corrispondenti agli anni 1947-1958, 1959-1972, 1973-1989 – fa dunque luce sulla ricchezza delle ricerche e degli esiti conseguiti in materia artistica, attraverso le opere dei suoi protagonisti: Carla Accardi, Pietro Consagra, Michelangelo Pistoletto, Franco Vaccari, Giulio Paolini, Luigi Ontani, Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Sandro Chia sono solo alcuni dei nomi più noti del trentennio considerato.
Sono anni in cui l’arte si apre alla sperimentazione di nuovi mezzi e di nuovi territori estetici, instaurando relazioni e confluenze con svariati settori, dall’architettura al cinema, dal design, alla fotografia, fino al teatro e alla televisione. Proprio per questo motivo il volume offre un’analisi completa della società italiana del periodo, attraverso i saggi di specialisti in campo storico, economico, architettonico, giornalistico, di costume, e attraverso le interviste ad alcuni protagonisti dell’epoca.
Una trasversalità dunque, ampiamente documentata nel catalogo, che recupera, ravviva – a partire dal secondo dopoguerra – la ricchezza dell’esperienza futurista.

Anna Laura Palazzo e Lucio Giecillo (a cura di)

Territori dell'urbano

Storie e linguaggi dello spazio comune
Quodlibet, Macerata 2010
[www.quodlibet.it]

Il volume tratta dello spazio comune e delle sue diverse forme e modalità, correlate a specifiche istanze culturali e politiche. Il suo campo di elezione è naturalmente la città, luogo per eccellenza dello scambio di beni, servizi e idee, ma anche concreto terreno di battaglia fra libertà individuale e responsabilità collettiva, fra spazio e società.
I saggi presentati convergono su una concezione del ruolo dell’urbanista e dell’architetto assai prossima a quella indicata da Siegfried Giedion oltre mezzo secolo fa: “l’impegno essenziale della professione è il compito di interpretare la forma di vita, e dare a questa una adeguata espressione”. Dalle diverse ‘tradizioni del moderno’ fortemente radicate nella prassi europea di costruzione della città alla spontanea codificazione dei non luoghi nei circuiti di fruizione urbana; dalle prime forme di suburbanizzazione alle teorie di Smart Growth negli Stati Uniti; dalle radicali politiche inglesi del Welfare State al ripiegamento attuale, il tema della forma urbana è qui svolto sia come organizzazione di elementi spaziali sia in quanto esperienza.

Fritjof Capra

Il Tao della fisica


Adelphi, Milano 2009
[www.adelphi.it]

Lo scopo dichiarato del bellissimo libro di Capra è di dimostrare che esiste una sostanziale armonia tra lo spirito della saggezza orientale e le concezioni più recenti della scienza occidentale. La fisica moderna va ben al di là della tecnica, “la via – il Tao – della fisica può essere una via con un cuore, una via rivolta alla conoscenza spirituale e alla realizzazione di sé”. Con uno stile piano ma appassionato, l’autore spiega al lettore da una parte i concetti, i paradossi e gli enigmi della teoria della relatività, della meccanica quantistica e del mondo submicroscopico; e, dall’altra, gli fa assaporare il fascino profondo e sconcertante delle filosofie mistiche orientali (Giuseppe Longo, “Le Scienze”).

Boubacar Boris Diop

L'Afrique au-delà du miroir


Edition Philippe Rey, Parigi 2007
[www.philippe-rey.fr]

“L’immagine che i media danno dell’Africa non corrisponde in nessuno modo alla realtà. Mira soprattutto a fare vergognare ogni nero della sua memoria e della sua identità. Non è accettabile e la presa di parola è un imperativo morale per tutti quelli che hanno la possibilità di farsi sentire.
I testi riuniti in questo lavoro sono nati dal desiderio di dire, in quanto intellettuale africano, la mia parte di verità. Oltre agli omaggi allo Sceicco Anta Diop e Mongo Beti, sono qui riuniti diversi argomenti: dal dilemma dello scrittore intrappolato tra due lingue, al naufragio del Joola in Senegal, ai nuovi flussi migratori verso l’Europa fino alle sfide culturali della globalizzazione.
Un’attenzione particolare è rivolta al genocidio dei Tutsi del Ruanda, che troppi cercano ancora di negare. Ho messo l’accento sull’implicazione dello stato francese perché la sua responsabilità in questa tragedia, via Francesco Mitterrand, è tanto evidente – i fatti non mancano per dimostrarlo – quanto mal conosciuta o accettata.
Proiettare lo sguardo al di là dello specchio, vuol dire provare a mostrare quali menzogne si nascondono sotto tanti di quei luoghi comuni pronunciati a proposito dell’Africa. E’ il tentativo di accendere un campanello d’allarme affinché si possa vedere con chiarezza quale inquietante progetto politico si profila dietro la negrofobia dominante”.

Amos Vogel

Film as a Subversive Art


CT editions, 2005
edizione originale 1974 [www.ctbureau.co.uk]

Accompagnandosi da still tratti da film quasi introvabili, Amos Vogel analizza come l’uso di un’estetica d’avanguardia e di ideologie sovversive possano, attraverso una delle forme d’arte più potenti della modernità, cambiare o manipolare il nostro conscio e inconscio (mi viene in mente un altro libro più o meno contemporaneo a questo: Expanded Cinema Gene Youngblood, 1970), demistificare taboo visivi, distruggere forme cinematografiche obsolete e minare sistemi di valori esistenti e istituzioni. Questa idea di sovversione totale della forma e del contenuto viene presentata attraverso l’analisi di più di 500 film, molti dei quali censurati o mai realizzati, e della loro influenza sul contesto scientifico, filosofico e artistico contemporaneo.