febbraio 2011

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Claudio Cravero (a cura di)

Parco park parc

Arte e territori di resilienza urbana

[www.e20progetti.it]

Con la declinazione in più lingue della parola ‘parco’, le tre lingue utilizzate dagli artisti che hanno collaborato con il PAV nel 2010 e negli anni precedenti, la pubblicazione intende indagare il rapporto tra opera d’arte e ambiente attraverso un’attenta riflessione su alcune pratiche e poetiche contemporanee.
Tematiche spesso tradotte in forma interrogativa poiché pongono nuove domande sulla posizione che occupiamo nello stare e nell’essere nel mondo. Ai quesiti, infatti, sembrano non corrispondere reali risposte, se non invece ulteriori questioni generate da diversi sguardi e visioni, quelli che in fondo gli artisti – da sempre – offrono con i propri punti di vista. Il PAV non è solo contenitore, ma – attraverso l’arte – è l’insieme di territori di resilienza urbana.

Eduardo Chillida

Eduardo Chillida. Lo spazio e il limite

Scritti e conversazioni sull'arte
Marinotti Edizioni, Milano 2010
traduzioni a cura di Stefano Esengrini [www.marinotti.com]

Il volume presenta per la prima volta in Italia e nel mondo una selezione dei più significativi scritti e conversazioni dello scultore spagnolo Eduardo Chillida, dagli esordi della sua riflessione filosofica agli esiti della sua piena maturità di artista e di uomo. Considerato uno dei maestri della seconda metà del XX secolo insieme a scultori della portata di Alberto Giacometti ed Henry Moore, Chillida, in queste pagine suggestive e a tratti evocative, illustra la fonte da cui trae origine la sua opera, mettendo soprattutto in evidenza la sua peculiare concezione dello spazio. Ai primi fondamentali scritti degli anni Sessanta e Settanta seguono i testi elaborati negli anni Novanta, che rappresentano il momento culminante, per intensità e sintesi, della sua costantemente rinnovata ricerca sulle questioni di fondo, poetiche ed estetiche, della propria opera. A quest’ultimo periodo appartengono anche le conversazioni, che formano la seconda parte del volume, grazie alle quali emerge in modo nitido la visione complessiva dell’articolata produzione di Chillida. In particolare le conversazioni si svolgono attorno al dialogo tra la scultura e la musica, elemento che più di ogni altro mantiene un rapporto privilegiato con il tema dello spazio, tanto essenziale nella sua opera. Come dice laconicamente lo stesso Chillida: “Nel punto estremo dell’acuto, il silenzio. Attraversare lo spazio silenziosamente. Ottenere la vibrazione muta“.

artway of thinking

Questa è arte se fai in modo che lo sia


Galleria Contemporaneo, Venezia 2010
[www.galleriacontemporaneo.it]

Quasi uno slogan il titolo della mostra che artway of thinking (Stefania Mantovani e Federica Thiene) ha proposto alla Galleria Contemporaneo da venerdì 22 ottobre fino al 21 novembre 2010. E con la concisione di uno slogan viene dichiarata da subito l’originalità della posizione del sodalizio veneziano. L’arte si compie non solo grazie all’intervento artistico individuale, ma piuttosto grazie alla partecipazione diretta delle persone alla sua co-creazione. Da questo presupposto, artway of thinking ha sviluppato in diciotto anni di attività (nasce nel 1993) un percorso artistico fra i più innovativi in Italia, e non solo in Italia, tutto basato sul superamento del rapporto individuale fra artista e opera, concentrandosi invece sulle modalità processuali, e condivise, della produzione artistica. Una costellazione formata dall’intreccio di termini come bellezza, forma, contenuto, responsabilità sociale, processo, etica, funzione, didattica, progetto, partecipazione verrà definendo negli anni moltissimi lavori realizzati sia a Venezia, che in Italia e all’estero. Caratterizzati tutti da una marcata declinazione pubblica, a sottolineare il superamento delle usuali modalità non solo di produzione, ma anche di comunicazione e rappresentazione del lavoro artistico.
Questa è arte se fai in modo che lo sia è un progetto espositivo mai presentato prima: un lungo nastro rosso sospeso di 60 metri di lunghezza per 30 centimetri di altezza, descrive le tappe salienti del percorso compiuto dal sodalizio veneziano negli ultimi diciotto anni. Le notizie e le immagini sulle loro realizzazioni sono intervallate da appunti di lavoro, schemi concettuali, slogan che permettono così di entrare nel vivo di un cantiere dell’arte contemporanea, dove “la contaminazione culturale e lo sguardo da fuori” sono diventati “elementi fondamentali per generare un cambiamento”.

Alessandro Bollo (a cura di)

I pubblici dei musei

Conoscenza e politiche
Franco Angeli, Milano 2008
[www.francoangeli.it]

Il museo odierno è chiamato dalla collettività a rispondere costantemente della propria politica culturale e a giustificare ai contribuenti le ragioni e le modalità di spesa del denaro pubblico. Non è più sufficiente – com’era tradizione – raccogliere, conservare, studiare ed esporre le collezioni. Diviene basilare riuscire a comunicarle adeguatamente, essere al servizio dell’utenza e provvedere ad identificare e a soddisfare i bisogni espressi dal pubblico. Diventa prioritario cioè definire ed esplicitare una propria ‘politica del pubblico’.
Paradossalmente questa nuova centralità conquistata dai ‘pubblici del museo’ – battezzata e ratificata nella retorica museologica e negli intenti dei policy maker – non ha ancora generato nel contesto nazionale adeguate energie e interessi relativamente alla sua conoscenza e il gap da colmare rispetto al contesto internazionale è ancora particolarmente ampio.
L’intento di questo volume è di fornire uno primo bilancio sugli strumenti predisposti dalle politiche culturali e sulle prassi operative portate avanti dai musei in merito ai temi dell’ascolto, dell’interrogazione e dell’analisi dei diversi pubblici.
Il libro contiene inoltre i risultati di due ricerche promosse dalla Provincia di Modena e realizzate dalla Fondazione Fitzcarraldo sui pubblici e sul non pubblico dei musei.

Franco Mancuso e Krzysztof Kowalski (a cura di)

Squares of Europe, squares for Europe, Places d’Europe, Places pour l’Europe


Jagiellonian University Press, Cracovia 2007
[http://www.uj.edu.pl/en_GB/]

La mostra, già esposta a Venezia, Atene, Bruxelles, Parigi e in altre sedi italiane, attira l’attenzione sulla qualità del luogo definito come ‘piazza’, spazio fisico e sociale in cui si riafferma il rapporto comunitario, legato all’identità culturale dei vari territori europei. Le piazze d’Europa presentano una moltitudine di identità legate alle specificità anche geografiche dei singoli territori, ma tutte contraddistinte da uno spirito europeo ben diverso dal concetto di piazza nelle culture americana e orientali.
Dopo un periodo di degrado durante il quale le piazze sono state adibite solo a spazio per la circolazione delle auto o a parcheggio, ha cominciato a farsi strada la necessità di recuperare il senso profondo dello spazio pubblico, civile e religioso, in ogni modo espressione della comunità.
In esposizione oltre 60 pannelli, banner fotografici, mostrano piazze che sono state riqualificate, risistemate o restaurate, di ogni regione d’Europa: Norvegia, Finlandia, Russia, Svezia, Inghilterra, Galles, Germania, Olanda, Polonia, Belgio, Francia, Repubblica Ceca, Romania, Ungheria, Ucraina, Svizzera, Austria, Italia, Spagna, Portogallo, Slovenia, Croazia, Serbia, Grecia. Di ogni piazza sono presentati: cartina topografica, foto storiche, quelle relative alla fase precedente la riqualificazione e l’aspetto attuale dopo il restauro. Documentata anche la vitalità di ogni piazza come luogo di festa, di mercato, di spazio d’arte. Le foto sono arricchite da note storiche e bibliografiche in tre lingue: francese, inglese e italiano.
L’esposizione è stata realizzata da Università e Istituzioni culturali di cinque paesi europei: Francia MSH Maison des Sciences de l’Homme, Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales; Grecia Aristoteleio Panepistimeio Thessalonikis,Politechniki Scoli, Tmima Architektonon Michanikon; Italia IUAV Università di Venezia, Dipartimento di Urbanistica, CIDAC Associazione Convergenze – Cultura Idee Territorio Cod. Fiscale 93060100430 – info@convergenze.org – www.convergenze.org Città Arte e Cultura di Roma; Polonia Uniwersytet Jagiellonski Cracovia, Instytut Europeistyki; Spagna Universitat Politècnica de Catalunya di Barcellona, Escola Tècnica Superior d’Arquitectura de Barcelona, Departament D’Urbanisme del Territori.