Storia Memoria Identità

Come recita il titolo, Storia, Memoria e Identità sono i temi portanti di questa grande esposizione, vere e proprie ‘questioni aperte’ per molti Paesi dell’Est europeo che negli ultimi vent’anni hanno visto radicalmente mutare il proprio corso storico dopo la caduta del muro di Berlino il 9 novembre 1989, e che oggi ancora faticano a darsi una nuova identità che non può e non vuole dimenticare il recente passato. La mostra comprende 29 artisti provenienti da 18 diversi Paesi, tra cui Federazione Russa, Lituania, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Serbia e Croazia, molti dei quali espongono per la prima volta nel nostro Paese, in un percorso di oltre 150 opere tra fotografie, film e video-installazioni: da nomi già affermati a livello internazionale, come Artur Zmijewski, Adrian Paci, Milica Tomic, il gruppo IRWIN, Mladen Stilinovic, Maja Bajevic, Roman Ondak, ad artisti più giovani ma già inseriti nel circuito espositivo internazionale, come Fikret Atay, Andreas Fogarasi, Banu Cennetoglu, sino a talenti emergenti come Anetta Mona-Chisa & Lucia Tkacova, Gintaras Didziapetris, Alexandra Croitoru.
Sono molti i percorsi possibili tra le opere in collezione e molte le occasioni offerte per riflettere sulla realtà contemporanea, dell’Est come dell’Ovest: se la nuova eroina pop, protagonista della serie ROM_ di Alexandra Croitoru, riesce a ridicolizzare ad un tempo il nazionalismo rumeno e il razzismo internazionale con il suo passamontagna tricolore, la fotografia Centro di Permanenza Temporanea di Adrian Paci apre una finestra su una realtà che nel nostro Paese è ancora oggetto di aspri dibattiti.
Mentre alcuni artisti – come Maja Bajevic con il video How do you want to be governed? o Artur Zmijewski con l’esperimento di detenzione documentato nel video Reconstruction – pongono domande che riguardano ogni essere umano, altri operano a partire da specificità locali che, attraverso l’arte, assumono valore universale. É il caso della video installazione XY Ungelöst di Milica Tomic che, tramite la ricostruzione di un omicidio etnico avvenuto nel 1989, ricorda l’importanza della responsabilità collettiva, o ancora il video di Renata Poljak che trova nell’abusivismo edilizio croato lo specchio di una mentalità arrogante e violenta, sempre più diffusa nella società contemporanea. Numerosi infine gli spunti che partendo dal passato spostano l’attenzione sulla realtà attuale: nei lavori di Mladen Stilinovic (Sales of Dictatorship ed Artist At Work), l’ironia diviene la chiave per demistificare ideologie passate e presenti, mentre le immagini del campo di concentramento costruito con i LEGO, dell’artista polacco Zbigniew Libera, si trasformano in un monito contro ogni forma di orrore umano, proponendo al contempo una riflessione sull’educazione delle generazioni future.