aprile 2010

scarica flash

Carla Lonzi

Sputiamo su Hegel e altri scritti


Et al./ Edizioni, Milano 2010
[www.etal-edizioni.it]

Questo volume raccoglie gli scritti firmati personalmente da Carla Lonzi e quelli firmati collettivamente dal gruppo Rivolta femminile che dalla primavera del 1970 ai primi mesi del 1972 segnarono una rottura teorica con ‘il monologo della civiltà patriarcale’ e una posizione radicale della causa della donna.

Se la causa della donna si pone, è una causa vinta.”
“Finora il mito della complementarietà è stato usato dall’uomo per giustificare il proprio potere.
“La donna non è in rapporto dialettico con il mondo maschile. Le esigenze che essa viene chiarendo non implicano un’antitesi, ma un muoversi su un altro piano. Questo è il punto su cui più difficilmente arriveremo a essere capite, ma è essenziale che non manchiamo di insistervi.
“Non riconoscendosi nella cultura maschile, la donna le toglie l’illusione dell’universalità.
“Il destino imprevisto del mondo sta nel ricominciare il cammino per percorrerlo con la donna come soggetto.

Fondazione Ismu (a cura di)

Quindicesimo Rapporto sulle migrazioni 2009


FrancoAngeli, Milano 2010
[www.francoangeli.it]

Da ormai quindici anni il Rapporto sulle migrazioni rappresenta un utile e puntuale strumento per conoscere e approfondire i diversi aspetti della realtà migratoria italiana e internazionale.
Il volume analizza, come di consueto, alcuni ambiti di particolare rilievo quali il lavoro, la scuola, la situazione abitativa, la sanità, in riferimento a una popolazione che, agli inizi del 2009, arriva a sfiorare i 5 milioni di presenze.
Specifici approfondimenti, che esaminano fenomeni come i consumi degli immigrati o le rimesse verso la madrepatria, testimoniano, tra gli altri, di un costante radicamento nel nostro paese; la crisi economica, quale evento planetario, rappresenta invece il filo conduttore nell’analisi delle politiche migratorie attuate in alcuni paesi europei ed extraeuropei, in particolare Gran Bretagna, Germania, Spagna e Australia.
Un’attenzione particolare viene riservata per la prima volta al tema del co-sviluppo, inteso anche quale modalità di coinvolgimento attivo degli immigrati nel promuovere la crescita dei loro paesi di origine.

Gianfranco Baruchello, Anna Valeria Borsari, Emilio Fantin, Franco Vaccari, Marco Vaglieri

Nel Segno di Giotto

Cinque percorsi artistici
APM Edizioni, Carpi (MO) 2008
[www.apmedizioni.it]

Usare la prima persona plurale per parlare del lavoro svolto assieme, ma anche individualmente, per scrivere questo libro, crea un poco di imbarazzo, perché per quanto non vi sia mai stato tra noi un coordinatore, qualcuno che abbia continuativamente tenuto il controllo della situazione, non vi è nemmeno mai stata una forma di identificazione che ci abbia accomunati come gruppo, come unità di qualche tipo. La nostra pluralità è quindi quella di singoli artisti, dotati di una discreta autonomia rispetto al cosiddetto ‘sistema dell’arte’, nati a distanza di alcuni anni l’uno dall’altro, in modo tale da arrivare a rappresentare – nel complesso- più generazioni, che hanno portato avanti una linea di lavoro compatibile e che si sono incontrati per uno specifico progetto: raccontare, ciascuno dal proprio punto di vista, quella che poteva esser stata la sua formazione e quindi descrivere il mondo artistico che si è trovato intorno, via via, negli anni; questo per poter offrire alla fine un quadro composito, anche se pur sempre parziale e soggettivo, dell’evolversi della situazione, ed anche delle aspettative riposte nell’arte nell’ arco di mezzo secolo. Testimonianze personali, ‘fonti’ – come usano dire i filologi o chi scrive la storia.
In parte ci conoscevamo già, e ci siamo più volte visti, nel tempo – poiché l’elaborazione del tutto non è stata brevissima – per scambiarci idee, discutere, a volte litigare, su quello che si stava facendo, leggendoci pezzo a pezzo, magari a distanza di molti mesi, le rispettive ‘memorie personali’, che via via crescevano, si modificavano anche per adeguarsi al taglio che gli altri venivano a dare alla cosa ed ai loro commenti, nel tentativo di uniformale in una prospettiva comune, per quanto diversi fossero non solo ovviamente i singoli vissuti, ma anche il modo di raccontare i fatti e la selezione operata da ognuno di noi dei fatti stessi.
Siamo stati un poco tutti affascinati dallo scoprire in quali modi si sia innestata, nella nostra infanzia o nella nostra adolescenza, la cosiddetta vocazione artistica. Franco (cui peraltro si deve il titolo del libro e l’immagine della copertina) ha privilegiato le vicende di questo periodo della sua vita particolarmente ricco di stimoli (e tutto sommato non troppo traumatizzato dalla guerra in corso), mentre ha preferito ‘sorvolare’ sui fatti più recenti . Ma d’altra parte era stato proprio lui a credere nel progetto iniziale, di cui Anna Valeria gli aveva una volta accennato, e che di per sé avrebbe lasciato cadere, come spesso capita quando non si ha troppa fiducia nelle cose. Un poco alla volta si sono messi assieme gli altri, sulla base di sottili affinità oltre che di conoscenza diretta. Ognuno poi ha dato un suo contributo particolare: Marco – a conclusione del libro – ha portato una ventata di ironia, che a una prima lettura può apparire sdrammatizzante, in seguito drammatica per l’azzeramento che esprime; Gianfranco – nel suo testo iniziale – ha invece espresso valori che non debbono cancellarsi; e quando, un paio di anni dopo i primi incontri – avvenuti nel 2002 -, le nostre ‘memorie’ ed i nostri scritti (in stato più o meno avanzato) sono finiti in un cassetto, vi sarebbero rimasti definitivamente se Emilio non fosse riuscito a farceli tirare fuori.

Alessandro Rabottini (a cura di)

I giovani curatori e l'arte contemporanea

Pubblicato in occasione del convegno QUI Enter Atlas, GAMeC, bergamo, 4-6 giugno 2005
Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2006
[www.silvanaeditoriale.it]

Nel giugno 2002 la GAMeC diede inizio a una manifestazione chiamata QUI, in occasione della quale le porte del museo vennero aperte a chiunque desiderasse mostrare opere o semplicemente esprimere il proprio parere su vari argomenti. L’idea era quella di avviare un dibattito a 360° su questioni riguardanti l’arte e la vita. L’evento venne ripetuto due anni dopo, coinvolgendo questa volta una quarantina di giovani curatori e critici italiani, e nel 2005, quando fu legata al Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte-Enter Prize, che la GAMeC dedica ai giovani curatori sotto i trent’anni: si arrivò così alla decisione di estendere la manifestazione anche a critici e curatori di altre nazioni e di chiamarla QUI ENTER ATLAS, titolo che manterrà anche nei prossimi anni. In questa occasione furono invitati a partecipare curatori e critici provenienti da diversi continenti, con l’idea di avere un panorama della giovane curatela e una “mappatura” dello stato teorico-pratico della critica. Il volume intende documentare il dibattito avviato nell’occasione e i risultati raggiunti nell’edizione 2005, attraverso una raccolta di contributi in cui, ciascuno dei ventisei partecipanti – di cui è riportata una breve nota biografica – esprime la propria esperienza e la personale posizione critico-curatoriale.

Mario Fortunato e Maria Ida Gaeta (a cura di)

TransEuropaExpress

Scrittori della nuova Europa
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, Milano 2005
[http://bur.rcslibri.corriere.it/bur/]

Di che cosa parliamo quando parliamo d’Europa? Solo di politica, finanza e mercati valutari? Questo volume, firmato da 26 scrittori provenienti da altrettanti paesi europei, prova a ridisegnare i confini del nostro continente secondo un’idea precisa di comunità culturale. E, indagando un passato non di rado meraviglioso e terribile, si rivolge con energia al futuro.
“Le idee di Europa che si inseguono, annodano e snodano in queste pagine sono tante quante gli autori che le hanno elaborate. Europa plurale, si potrebbe dire. Ventisei gli scrittori, ventisei volte Europa” (Mario Fortunato – Maria Ida Gaeta)