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	<title>Connecting Cultures - Associazione Culturale per la formazione, la ricerca e le arti visive - Via Giorgio Merula, 62 20142 Milano &#187; education</title>
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	<description>Associazione di promozione sociale fondata nel 2001 da Anna Detheridge, critica e teorica delle arti visive.</description>
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		<title>Milano e Oltre. Nuova Open Call</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 13:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Milano e Oltre. Creatività giovanile verso nuove ecologie urbane Nuova Open Call 2011-2012 e presentazione dei progetti. Canteri Barona e Bovisa Nel contesto dello sviluppo della città europea che soltanto apparentemente perde abitanti (shrinking cities) per disperderli sul territorio intorno ad alcuni poli o nuclei che si allargano a macchia d’olio, le relazioni tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Milano e Oltre. Creatività giovanile verso nuove ecologie urbane</em></strong><br />
Nuova Open Call 2011-2012 e presentazione dei progetti. Canteri Barona e Bovisa</p>
<p>Nel contesto dello sviluppo della città europea che soltanto apparentemente perde abitanti (<em>shrinking cities</em>) per disperderli sul territorio intorno ad alcuni poli o nuclei che si allargano a macchia d’olio, le relazioni tra i cittadini, le realtà economiche e sociali sul territorio si dilatano e rischiano di perdere nella trasformazione quella coesione che un tempo si identificava con la vitalità e il dinamismo dello scambio cittadino.<br />
L’area metropolitana milanese, in rapida trasformazione, non sfugge a queste logiche di profondo mutamento in gran parte invisibili, poco conosciute e studiate. Il legame e la vicinanza tra impresa artigiana e artisti, architetti, designer, stilisti, fortemente radicati nel territorio, che hanno costituito la fortuna del <em>made in Italy</em> oggi si disperdono e si articolano diversamente. Per poter progettare il futuro è indispensabile acquisire una visione più approfondita delle reali risorse umane ed economiche in grado di produrre innovazione culturale nel campo delle arti visive, risorse che oggi non emergono o non riescono a sopravvivere in quanto iniziative isolate e dunque troppo fragili per resistere al rapido flusso delle trasformazioni.</p>
<p>Il progetto <a href="http://www.milanoeoltre.com" target="_blank"><strong>Milano e Oltre</strong> </a>intende sviluppare quattro <strong>cantieri creativi </strong>che si pongono l’obiettivo di valorizzare la creatività giovanile e le risorse locali in quattro aree del capoluogo lombardo: <strong>Bovisa</strong>, <strong>Barona</strong>, <strong>Quarto Oggiaro</strong> e <strong>Bicocca</strong>. Il progetto si svilupperà nell’arco di 30 mesi e coinvolgerà giovani artisti, videomaker, fotografi, designer, stilisti, architetti che – sotto la guida di artisti, docenti e professionisti – porteranno avanti progetti in collaborazione con realtà economiche e sociali delle quattro aree.</p>
<p><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/10/Open-Call-Milano-e-Oltre-2011-20121.pdf" target="_blank">scarica il comunicato</a></p>
<p><strong><em>Nuova Open call</em></strong></p>
<p>In questa occasione verrà presentata la nuova open call per giovani creativi che verranno selezionati per partecipare ai secondi due workshop nei cantieri di Quarto Oggiaro e Boicocca, rispettivamente con gli artisti <strong>Alterazioni Video </strong>e <strong>Stefano Boccalini</strong>.<br />
Per maggiori informazioni vai sul sito ufficiale del progetto <strong><a href="http://www.milanoeoltre.com" target="_blank">www.milanoeoltre.com</a></strong></p>
<p><strong>Le iscrizioni sono aperte dal 11 ottobre 2011 al 14 gennaio 2012</strong><a href="http://www.milanoeoltre.com/"><br />
</a></p>
<p><strong><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/10/Milano-e-Oltre-descrizione-progetto.pdf" target="_blank">Descrizione progetto</a><a href="../wp-content/uploads/2010/11/bando-Milano-e-Oltre2.pdf"><br />
</a><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/10/bando_milano_e_oltre_2011.pdf" target="_blank">Open Call Milano e Oltre 2011/2012_Bando</a></strong><br />
<strong><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/10/milano_e_oltre_modulo_partecipazione.pdf" target="_blank">Milano e Oltre_modulo di partecipazione</a></strong></p>
<p>Durante l’incontro verranno illustrati i risultati raggiunti lo scorso anno e i lavori prodotti.</p>
<p><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/10/loghi-milano-e-oltre-newsletter1.jpg" rel="lightbox[7200]" title="loghi milano e oltre newsletter"><img class="alignnone size-full wp-image-7220" title="loghi milano e oltre newsletter" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/10/loghi-milano-e-oltre-newsletter1.jpg" alt="" width="472" height="118" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*************</p>
<p><strong>INFO</strong><em></em></p>
<p><strong>Venerdì 14 ottobre 2011</strong><br />
DOCVA, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano<br />
h. 18.00<br />
in occasione di A Socially Engaged Drink – incontri su arte e società. A cura di Viafarini DOCVA<br />
Saranno presenti gli artisti Alterazioni Video e Stefano Boccalini. A presentare i progetti dei Cantieri Barona e Bovisa ci saranno Giulia Ticozzi, Alice Buoli e Maria Giovanna Govoni.</p>
<p><strong>Martedì 18 ottobre 2011</strong><br />
Spazio Baluardo – Via Lessona 43/10, Milano <strong><br />
</strong>h.18.30<strong></strong><strong></strong></p>
<p><strong>Giovedì 27 Ottobre 2011<br />
</strong>Arci Metissage – Via Borsieri 2, entrata da Via de Castilla, Milano<br />
h. 18.30</p>
<p>*************</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Connecting Cultures a Ecoweek 2011</title>
		<link>http://www.connectingcultures.info/2011/09/08/connecting-cultures-partecipa-a-ecoweek-2011/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 09:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecoweek 2011 &#124; Milan &#124; Urban Communities and Green Architecture Architetti Senza Frontiere-Italia terrà un workshop all’interno del ciclo di seminari “Urban Communities + Green Architecture”, organizzato dalla ONG ECOWEEK, che si terrà per la prima volta a Milano nella settimana tra il 13 e il 17 Settembre 2011. In occasione del workshop, ASF-Italia collaborerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Ecoweek 2011 | Milan | Urban Communities and Green Architecture</strong></span><br />
Architetti Senza Frontiere-Italia terrà un workshop all’interno del ciclo di seminari “<em>Urban Communities + Green Architecture</em>”, organizzato dalla ONG ECOWEEK, che si terrà per la prima volta a Milano nella settimana tra il 13 e il 17 Settembre 2011.<br />
In occasione del workshop, <span style="text-decoration: underline;">ASF-Italia collaborerà con l’associazione Connecting Cultures</span>, che nel 2011 ha promosso il progetto <a href="http://www.connectingcultures.info/progetti/milano-oltre/" target="_blank"><strong>Milano e Oltre: creatività giovanile verso nuove ecologie urbane</strong></a>, e in particolare con Alice Buoli, Maria Giovanna Govoni e Cristiana Mattioli – curatrici dei progetti &#8220;La città che avanza&#8221;, &#8220;Erbario Urbano&#8221; e &#8221; Tremila nEttari&#8221;.<br />
Il workshop a cura di ASF-Italia si svolgerà nel quartiere Bovisa a Milano e si concentrerà sugli spazi aperti abbandonati e residuali del quartiere, con l’obiettivo di comprendere quali risorse materiali ed immateriali possano oggi consentirne la riappropriazione da parte dei residenti. Il workshop si propone di implementare il lavoro iniziato con Milano e Oltre, coinvolgendo studenti, associazioni e abitanti nell’attivazione di un processo di progettazione partecipata, che riconosca i residenti come agenti attivi delle trasformazioni territoriali, piuttosto che come loro destinatari passivi.<br />
Il workshop comprenderà diverse attività e sarà articolato in tre principali forme di esplorazione delle potenzialità di questi spazi e della loro disposizione ad essere trasformati: osservazione, dialogo e mappatura.  La prima si fonderà soprattutto sulla perlustrazione degli spazi residuali di Bovisa da parte dei partecipanti al workshop e sull’osservazione delle pratiche d’uso che vi si svolgono; la seconda si concentrerà sulla costruzione di un dialogo con gli abitanti (persone e associazioni) di Bovisa, attraverso interviste di strada e incontri strutturati; mentre la terza verterà soprattutto intorno alla mappatura di questi spazi da molteplici punti di vista (fisico, ammistrativo, storico, ecc).<br />
Al fine di rendere il lavoro del workshop il più possibile aderente alla realtà del quartiere e ai desideri dei suoi residenti, <span style="text-decoration: underline;">si invitano le associazioni interessate e gli abitanti a partecipare a due incontri pubblici</span>, <strong>mercoledì 14 settembre</strong> dalle ore 14.30 alle ore 17 presso il Politecnico di Milano sede Bovisa e <strong>venerdì 16 settembre</strong> (il luogo da definirsi).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/09/ASF-I_Ecoweek_110906_ls.pdf" target="_blank">scarica il comunicato</a></p>
<p style="text-align: justify;">*****<br />
<strong>INFO</strong><br />
<a href="mailto:bdecarli@asfitalia.org" target="_blank">bdecarli@asfitalia.org</a>, <a href="mailto:lscavuzzo@asfitalia.org" target="_blank">lscavuzzo@asfitalia.org</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><strong><br />
ASF-ITALIA</strong></span> è un’associazione non profit, fondata nel 1998 a Milano, che promuove iniziative di studio, ricerca, progettazione per lo sviluppo sostenibile di aree territoriali critiche.<br />
In particolare ASF-Italia mira a facilitare i processi di sviluppo sostenibile in campo sociale, economico e ambientale secondo le specificità delle comunità e dei territori, attraverso pratiche di progettazione architettonica e urbana a socialmente responsabili.<br />
Il lavoro di ASF-Italia si sviluppa principalmente su due campi d&#8217;azione: il primo riguarda la cooperazione internazionale e locale attraverso la promozione di progetti che sostengano processi di sviluppo sostenibile, riconoscendo le comunità locali come attori principali all&#8217;interno dei processi di trasformazione dell&#8217;ambiente; il secondo riguarda la ricerca e la formazione, attraverso corsi, workshop e seminari pubblici, nel tentativo di aumentare la consapevolezza sulle potenzialità della progettazione e della pianificazione responsabile all&#8217;interno della società.<br />
<a href="http://www.asfitalia.org/" target="_blank">www.asfitalia.org</a><br />
<a href="http://www.asf-italia.ning.com/" target="_blank">www.asf-italia.ning.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6789" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/09/ASF-I_logo.jpg" alt="" width="160" height="41" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff6600;">ECOWEEK</span></strong> è un’organizzazione non governativa senza scopo di lucro, nata nel 2005 in Grecia e attiva in Europa, che ha l’obiettivo di sensibilizzare, informare e guidare le persone a fare scelte attente all’ambiente, al risparmio energetico e delle risorse naturali.<a href="http://www.ecoweek.gr/" target="_blank"><br />
www.ecoweek.gr</a><a href="http://ecoweek.netfirms.com/ecoweek.gr/ecoweek2011_MILANO/program.html" target="_blank"></p>
<p>http://ecoweek.netfirms.com/ecoweek.gr/ecoweek2011_MILANO/program.html</a></p>
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		</item>
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		<title>Arte, Patrimonio e Diritti Umani</title>
		<link>http://www.connectingcultures.info/2011/07/10/arte-patrimonio-e-diritti-umani/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 09:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“ARTE, PATRIMONIO e DIRITTI UMANI” concorso per giovani artisti e istituzioni culturali 2a edizione a cura di Connecting Cultures e Fondazione Ismu – Settore Educazione – Patrimonio e Intercultura con il sostegno della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee (PaBAAC) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff6600;"><em>“</em>ARTE, PATRIMONIO e DIRITTI UMANI<em>”</em></span><br />
concorso per giovani artisti e istituzioni culturali<br />
2<sup>a</sup></strong><strong> edizione</strong><br />
a cura di Connecting Cultures e Fondazione Ismu – Settore Educazione – Patrimonio e Intercultura<br />
con il sostegno della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee (PaBAAC) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali<br />
e col patrocinio dell&#8217;Associazione Italiana Biblioteche (AIB)</p>
<p style="text-align: center;"><em>Concorso dedicato alla memoria di <strong>Silvia dell&#8217;Orso</strong>, giornalista e saggista, che ha dato un importante contributo alla conoscenza e alla divulgazione di tematiche cruciali inerenti la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale</em></p>
<p><strong></strong><a href="../wp-content/uploads/2011/05/Invito-Presentazione-Premio-Arte-Patrimonio-e-Intercultura_Berio-11-luglio-20112.pdf"><br />
</a><span style="text-decoration: underline; color: #ff6600;"><strong>PRESENTAZIONI:</strong></span><strong></strong></p>
<p><strong>&gt; Pinacoteca di Brera, Milano, 26 settembre, ore 11.30 &#8211; Sala della Passione<br />
</strong><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/07/Presentazione-Premio-Arte-Patrimonio-e-Intercultura_Brera-26-settembre-2011.pdf" target="_blank">Scarica il comunicato stampa</a><strong><br />
</strong><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/07/Invito-Presentazione-Premio-Arte-Patrimonio-e-Intercultura_Brera-26-settembre-2011.pdf" target="_blank">Scarica l&#8217;invito</a><strong><br />
&gt; S.A.C.S. Sportello per l&#8217;Arte Contemporanea della Sicilia, Palermo, 22 settembre, ore 17.00 &#8211; Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia<br />
</strong><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/07/TALK_def.pdf">Talk &#8220;Out of the box&#8221;</a><strong><br />
</strong><strong>&gt; Fondazione Querini Stampalia, Venezia, 6 settembre, ore 17.30 &#8211; Auditorium &#8211; ANNULLATA PER SCIOPERO</strong><br />
<a href="../wp-content/uploads/2011/07/Presentazione-Premio-Arte-Patrimonio-e-Intercultura_Querini-Stampalia-6-settembre-20113.pdf">Scarica il comunicato stampa</a><br />
<a href="../wp-content/uploads/2011/07/Invito-Presentazione-Premio-Arte-Patrimonio-e-Intercultura_Querini-Stampalia-6-settembre-20114.pdf">Scarica l&#8217;invito</a><strong><br />
&gt; Presentazione Premio alla Biblioteca Berio, Genova, 11 luglio, ore 17.00 &#8211; Sala Chierici<br />
</strong><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/05/Presentazione-Premio-Arte-Patrimonio-e-Intercultura_Berio-11-luglio-20112.pdf">Scarica il comunicato stampa</a><br />
<a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/05/Invito-Presentazione-Premio-Arte-Patrimonio-e-Intercultura_Berio-11-luglio-20112.pdf">Scarica l&#8217;invito</a><strong><br />
&gt; Presentazione Premio al MAXXI B.A.S.E., Roma, 23 giugno, ore 18.30 &#8211; Sala Polifunzionale</strong><br />
<a href="../wp-content/uploads/2011/05/Presentazione-Premio-Arte-Patrimonio-e-Intercultura_MAXXI-B.A.S.E.-23-giugno-20112.pdf">Scarica il comunicato stampa</a><br />
<a href="../wp-content/uploads/2011/05/Invito-Presentazione-Premio-Arte-Patrimonio-e-Intercultura_MAXXI-B.A.S.E.-23-giugno-20111.pdf" target="_blank">Scarica l&#8217;invito</a><strong><br />
&gt; Presentazione Premio al PAN &#8211; Palazzo delle Arti, 22 giugno, ore 12.00 &#8211; Sala PAN</strong> <a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/05/Presentazione-Premio-Arte-Patrimonio-e-Intercultura_PAN-Napoli-22-giugno-20111.pdf" target="_blank"><br />
</a><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/05/Presentazione-Premio-Arte-Patrimonio-e-Intercultura_PAN-Napoli-22-giugno-20113.pdf">Scarica il comunicato stampa</a><br />
<a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/05/Invito-Presentazione-Premio-Arte-Patrimonio-e-Intercultura_PAN-Napoli-22-giugno-20111.pdf" target="_blank">Scarica l&#8217;invito</a><strong><a href="../wp-content/uploads/2011/05/Concorso-Arte-Patrimonio-e-Diritti-Umani_Bando-di-concorso.pdf" target="_blank"><br />
</a></strong></p>
<p><strong><br />
<span style="color: #ff6600;">MATERIALI DA SCARICARE</span></strong><br />
<strong><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/07/Concorso-Arte-Patrimonio-e-Diritti-Umani_Bando-di-concorso.pdf" target="_blank">Concorso Arte, Patrimonio e Diritti Umani_Bando di concorso</a><br />
<a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/07/Concorso-Arte-Patrimonio-e-Diritti-Umani_Application-form.doc" target="_blank">Concorso Arte, Patrimonio e Diritti Umani_Application form</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE PREMESSE</strong><br />
La riflessione sottesa al concorso “Arte, Patrimonio e Diritti Umani” (titolo della prima edizione “Lost in Translation. Arte e Intercultura<em>”</em>) è che le specificità di ogni lingua, di ogni cultura, di ogni luogo o paesaggio, i segni, le tracce, le caratteristiche, l’etimologia e le idiosincrasie che hanno acquistato senso con il tempo e con l’uso sono intraducibili.<br />
Questo vale ancora di più in un contesto globale caratterizzato da migrazioni, scambi continui, ibridazioni linguistiche e culturali. La stessa cultura di massa, che diffonde modelli che vorrebbero essere universali, in realtà si nutre e si modifica continuamente assorbendo e inglobando parole, segni, immagini, memorie e stereotipi di culture e contesti sociali molto diversi. In questo confuso ma prolifico alternarsi di tradizioni e neologismi culturali diventa sempre più rischioso pensare a un modello unico di interpretazione. È spesso proprio questo presupposto a condurre verso il pregiudizio e l’incomprensione.<br />
Il problema della “traduzione culturale” va dunque affrontato secondo modalità e approcci complessi, utilizzando strumenti critici e interdisciplinari, per conservare – nel processo di comprensione dell’“altro” – quegli elementi enigmatici che la traduzione non potrà mai rendere. Sono queste alcune tra le questioni affrontate dalla Convenzione Unesco del 2005 per la protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, ratificata anche dall’Italia (http://www.unesco.it/cni/index.php/cultura/diversita-culturale). Considerata un atto fondante di una nuova etica per il terzo millennio, in quanto vi si afferma il principio dell’eguale dignità e del rispetto di tutte le culture, la Convenzione indica tra le proprie finalità la creazione di condizioni “tali da consentire alle culture di prosperare e interagire liberamente in modo da arricchirsi a vicenda”, il sostegno al “dialogo tra le culture al fine di assicurare scambi culturali più intensi ed equilibrati nel mondo”, e lo stimolo dell’interculturalità, intesa come “l’esistenza e l’interazione paritaria di diverse culture e la possibilità di generare espressioni culturali condivise mediante il dialogo e il rispetto reciproco”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL CONTESTO</strong><br />
Alla luce di queste riflessioni, i quesiti di fondo che i soggetti promotori del bando si sono posti sono: qual è il contributo delle istituzioni culturali alle questioni della “traduzione” e della diversità, e quale il loro effettivo impegno nella promozione di una piena partecipazione dei “nuovi cittadini” alla vita culturale della comunità di cui sono entrati a far parte?<br />
Alla prova dei fatti, l&#8217;idea che le politiche culturali debbano giocare un ruolo attivo nella lotta al pregiudizio, all’incomprensione, all’omologazione, è tutt’altro che pacificamente acquisita; ancora oggi i diritti culturali dei cittadini di origine immigrata tendono a essere declassati a questione di marginale importanza, e comunque ritenuti al di fuori della sfera di competenza delle istituzioni culturali <em>mainstream</em>, la cui funzione principale è di promuovere l’eccellenza.<br />
E quindi ecco sorgere altri quesiti: come stimolare le istituzioni alla promozione e al sostegno di progetti genuinamente interculturali? Non sono forse gli artisti un possibile, prezioso alleato in questo processo, grazie al contributo che possono offrire allo sviluppo di nuovi punti di vista sulle nozioni di “patrimonio” e “identità”, e  all’esplorazione di nuove modalità di dialogo e interazione con le comunità locali? Se da un lato molte istituzioni culturali hanno sinora faticato ad andare oltre il semplice modello di <em>sviluppo dell’accesso</em> (“aprendo le porte” ai migranti e offrendo loro l’abc di un patrimonio “dato”, sino a quel momento a loro precluso), dall’altro gli artisti operano sovente in assenza del sostegno delle istituzioni, e vedono il loro  lavoro relegato all’episodicità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SPECIFICITÀ E OBIETTIVI DEL CONCORSO</strong><br />
Tutte le considerazioni fin qui esplicitate sono alla base della specificità del concorso “Arte, Patrimonio e Diritti Umani”, che si propone di promuovere quei progetti e quelle idee che, pur coinvolgendo soggetti diversi nella pianificazione e nella realizzazione delle attività (amministrazioni locali, università, accademie d’arte, comunità di pratica, associazioni…), siano chiaramente riconducibili a referenti istituzionali (musei, biblioteche e archivi).</p>
<p>Gli obiettivi sono:</p>
<ul>
<li>favorire la collaborazione fra artisti e istituzioni culturali nella realizzazione di progetti che promuovano il dialogo fra individui portatori di sensibilità culturali differenti in specifici contesti urbani o di comunità, generando consapevolezza e nuove relazioni;</li>
<li>promuovere l’utilizzazione dei linguaggi artistici e della creatività nella risoluzione di problematiche concrete legate al territorio grazie alla partecipazione di cittadini, comunità ed istituzioni;</li>
<li>porre maggiore enfasi sul riconoscimento delle politiche di <em>empowerment</em> e di inclusione culturale quali “prassi ordinaria” da parte di istituzioni radicate nel territorio quale fattore chiave di sostenibilità, continuità e capillarità degli interventi.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nel testo di bando Connecting Cultures e Fondazione Ismu – Settore Educazione – Patrimonio e Intercultura offrono alcune <span style="text-decoration: underline;">chiarificazioni terminologiche e metodologiche</span> in linea con le specificità del bando, utili a tutti coloro che intendono partecipare al concorso.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Chi può partecipare</strong></span></span><br />
Condizione imprescindibile per poter partecipare al concorso è che i progetti presentati nascano dalla collaborazione fra <strong>giovani artisti</strong> ed <strong>istituzioni culturali</strong>, e più in particolare:</p>
<ul>
<li><strong>Giovani artisti, videomaker, designer, filmmaker, performer, fotografi, italiani e stranieri</strong>,<strong> </strong>singolarmente o come collettivo,<strong> </strong>di età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti in Italia o comunque attivi sul territorio italiano. Sono ammessi anche coloro che compiono 35 anni nell’anno in corso. Per i collettivi di artisti si intende che ogni componente deve avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Istituzioni culturali,</strong> ovvero <span style="text-decoration: underline;">musei, biblioteche e archivi</span> presenti su tutto il territorio nazionale.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo dell’istituzione culturale, oltre a garantire la “effettiva” realizzabilità e sostenibilità del progetto proposto, è proprio quello di promuovere una partecipazione dei cittadini e delle comunità tesa a innescare e favorire reali processi di dialogo, scambio, interazione e trasformazione.<br />
Accanto a questi due attori fondamentali, è possibile e auspicabile il coinvolgimento di altri enti e soggetti – ovvero amministrazioni locali, università e accademie d’arte, comunità di pratica, associazioni culturali, sociali o demoetnoantropologiche – che abbiano un ruolo chiave nella pianificazione e nella realizzazione delle attività.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Il premio</strong></span></span><br />
Il concorso mette in palio un premio in denaro di <strong>5.000,00 euro</strong>, che verrà versato direttamente all’artista o agli artisti vincitori per la realizzazione (<em>in toto</em> o in parte) del progetto selezionato. Il vincitore sarà tenuto a rendicontare il 50% della cifra erogata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>La giuria</strong></span></span><br />
La giuria sarà composta da rappresentanti degli enti promotori, professionisti del mondo della cultura e dell’arte di comprovata esperienza nell’ambito oggetto del concorso, e mediatori culturali. Ogni membro della giuria avrà diritto rispettivamente a un voto. Le decisioni della giuria saranno inoppugnabili e insindacabili in qualsiasi sede:<br />
*<strong>Anna Detheridge</strong>, Presidente di Connecting Cultures<br />
*<strong>Simona Bodo</strong>, Fondazione Ismu – Settore Educazione &#8211; Patrimonio e Intercultura<br />
*<strong>Marta Ragozzino</strong>, Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata, in rappresentanza della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee (PaBAAC) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali<br />
*<strong>Giuditta Nelli</strong>, IMPOSSIBLE SITES <em>dans la rue</em>, public artist, curatrice ed ideatrice del progetto &#8220;Out of the box&#8221;, vincitore della prima edizione del concorso<br />
*<strong>Rosana Gornati</strong>, mediatrice culturale e museale</p>
<p>Ai lavori della giuria prenderanno parte inoltre:<br />
*<strong>Silvia Mascheroni</strong>, Fondazione Ismu &#8211; Settore Educazione &#8211; Patrimonio &amp; Intercultura<br />
*<strong>Laura Riva</strong>, Connecting Cultures<br />
*<strong>Costanza Meli</strong>, storica dell’arte e presidente dell’Associazione Isole, Palermo<br />
*<strong>Connie Castro</strong>, mediatrice culturale e museale</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Tempistiche</strong></span></span><strong><br />
16 maggio 2011</strong> -  Apertura delle iscrizioni<strong><br />
16 dicembre 2011</strong> -  Termine per la consegna dei progetti da inviare all’indirizzo documentazione@connectingcultures.info<strong><br />
16 gennaio 2012</strong> -  Annuncio dei progetti migliori e pubblicazione sui siti:<br />
www.connectingcultures.info;<br />
www.fondazione.ismu.org/patrimonioeintercultura;<br />
www.pabaac.beniculturali.it<strong><br />
febbraio 2012</strong> Nomina e premiazione del progetto vincitore (data e sede da definire)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6498" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/05/x-sito-e-newsletter.jpg" alt="" width="522" height="76" /><br />
</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<!-- PHP 5.x -->]]></content:encoded>
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		<title>NEXT STOP: Bovisa</title>
		<link>http://www.connectingcultures.info/2011/06/10/6410/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 08:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano&Oltre]]></category>
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		<category><![CDATA[education]]></category>
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		<category><![CDATA[visual arts]]></category>
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		<category><![CDATA[creativity]]></category>
		<category><![CDATA[geography]]></category>
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		<description><![CDATA[NEXT STOP: Bovisa Milano e Oltre. Creatività giovanile verso nuove ecologie urbane 17 giugno 2011 – Quartiere Bovisa dalle 17.00 alle 21.30 Il 17 giugno Bovisa si anima di progetti artistici promossi da Connecting Cultures come esito del secondo cantiere del progetto Milano e Oltre. Creatività giovanile verso nuove ecologie urbane. Con la partecipazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><span style="color: #ff6600;">NEXT STOP: Bovisa</span><br />
</strong></em><strong><em>Milano e Oltre. Creatività giovanile verso nuove ecologie urbane<br />
</em></strong><strong>17 giugno 2011 – Quartiere Bovisa<br />
dalle 17.00 alle 21.30</strong></p>
<p>Il 17 giugno Bovisa si anima di progetti artistici promossi da Connecting Cultures come esito del secondo cantiere del progetto <a href="http://www.connectingcultures.info/progetti/milano-oltre/"><strong>Milano e Oltre. Creatività giovanile verso nuove ecologie urbane</strong></a>. Con la partecipazione di <a href="http://www.lascighera.org/" target="_blank">Arci Scighera</a> e di numerosi soggetti sul territorio saranno presentati progetti, itinerari, video, fotografie, mappe, installazioni ed eventi sul quartiere. <strong><br />
Nove</strong> <strong>giovani artisti</strong> in collaborazione con <strong>Alberto Garutti</strong> e Connecting Cultures ipotizzando nuovi utilizzi della città ipotizzando nuove “visioni” della periferia milanese, con la collaborazione dei soggetti sul territorio.<br />
Dalle 17.00 alle 21.30 il pubblico attraverserà Bovisa guidato dai lavori dei nove partecipanti al progetto: <strong>Alice Buoli, Maria Giovanna Govoni, Cristiana Mattioli, Serena Porrati, collettivo F84, Simone Massafra, Francesca Pasini, Élise Manchon, Nicola Grandi</strong>.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Calendario degli eventi in Bovisa</span>: </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">16.00 &#8211; 19.30</span><br />
Infopoint Arci Scighera</strong>,<strong> </strong>via Candiani, 131<br />
Ritira <strong>mappa e kit</strong> per visitare e per trovare i progetti realizzati nel quartiere!</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">17.00 &#8211; 19.30</span><br />
</strong>Progetti in Bovisa:</p>
<p><strong>“<em>Territoriorizzontali</em>” </strong>del collettivo F84<strong> </strong>, Via Maffucci-angolo Via Baldinucci<em><br />
Archivio mobile per la costruzione di un murales partecipato. Il progetto prevede la partecipazione dei passanti e degli abitanti. Ogni membro del collettivo disporrà di uno zaino/comò/wunderkammer costruito in legno contenente un archivio di immagini. Il collettivo f84 coinvolgerà il pubblico nella creazione del bozzetto per un murales collettivo.</em></p>
<p><strong><em>“Leggere i confini”</em></strong> di Nicola Grandi, Élise Manchon, Francesca Pasin, su tutto il quartiere Bovisa<em><br />
Il progetto invade le reti che frammentano il territorio della Bovisa creando recinti,limiti invalicabili di territori inesplorati; margini che delimitano spazi abbandonati, inquinati, dimenticati e vietati. L&#8217;opera vuole rivelare questi luoghi evidenziandone i confini tramite l&#8217;istallazione di elementi tipografici tridimensionali </em></p>
<p><strong>“<em>Faccio</em></strong><em><strong> </strong></em><strong><em>fatica, talvolta, a vivere da anarchico &#8211; The Phytolacca series</em>” </strong>di Serena Porrati. Il progetto sarà ospitato da StreetStudio, Location Dalla Corte, Via Candiani, 127<em><br />
L’attenzione dell’artista è rivolta allo stato di disfacimento di una particolare pianta (Phytolacca) che caratterizza lo stato di abbandono di alcune aree industriali in Bovisa, Le geometrie decadenti della pianta verranno riproposte attraverso una serie di sculture in ferro intrecciato.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>“<em>La città che avanza</em>”</strong> di Maria Giovanna Govoni in collaborazione con Alice Buoli, Cristiana Mattioli, Serena Porrati, Via Caianello 15/21<br />
<em>Osservarzione, lettura e rilievo come percorso di conoscenza e preludio al progetto. Un erbario urbano per la  catalogazione delle piante spontanee svela al pubblico l’identità nascosta di un area dismessa del quartiere riscoprendo un giardino possibile.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>“<em>Backyards: atlante degli spazi residuali di Bovisa</em>” </strong>un progetto di<strong> </strong>Alice Buoli in collaborazione con Maria Giovanna Govoni, Cristiana Mattioli, Serena Porrati<strong> – </strong>la mappa verrà distribuita in Via Caianello 15/21<em><br />
Il progetto vuole realizzare un atlante on-line (<a href="http://www.urbanbackyards.blogspot.com/">www.urbanbackyards.blogspot.com</a>), piattaforma da cui sarà possibile comunicare le riflessioni e i progetti prodotti durante il workshop “Milano e Oltre” con un’intenzione propositiva e progettuale di lungo termine. </em><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>“<em>70anni fa</em>” </strong>di Serena Porrati, Via Varè-Via Bellagio<em><br />
L’artista intende donare nuova luce al sito attraverso la bonifica di una collina simbolo dell’area con la piantumazione di piccole piantine di lamponi, protagonista storico di una realtà ormai dimenticata.</em><strong> </strong></p>
<p><strong>“<em>L’inferno è un non-luogo</em>” </strong>di Simone Massafra<em><br />
Distribuzione dei flyer relativi alla proiezione di “Inferno”, primo lungometraggio italiano, girato e prodotto nel 1911 in Bovisa.<br />
</em></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">20.00 &#8211; 21.30</span><br />
Presentazione del progetto Milano e Oltre</strong><br />
Arci Scighera, via Candiani, 131. <span style="text-decoration: underline;">Ingresso con tessera Arci</span><br />
Aperitivo e video di progetto</p>
<p><strong> </strong><br />
<a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/06/Milano-e-oltre-17-giugno-2011-def.pdf" target="_blank"></a><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/06/Milano-e-oltre-17-giugno-2011-def1.pdf">Scarica il comunicato stampa</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6483" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2011/06/blocco-loghi2.jpg" alt="" width="522" height="131" /></p>
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		<title>Mediazione culturale e mediatori come parte attiva nei processi di integrazione</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 09:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Lost in translation]]></category>
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		<category><![CDATA[intercultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Mediazione culturale e mediatori come parte attiva nei processi di integrazione Alcune riflessioni riguardo il Premio“Lost in Translation. Arte e Intercultura” di Biljana Dizdarevic (fonte: Fondazione Ismu &#8211; Patrimonio e Intercultura) Pubblichiamo la testimonianza di  Biljana Dizdarevic, che con Maida Zairati (entrambe mediatrici museali della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo) ha fatto parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><strong>Mediazione culturale e mediatori come parte attiva nei processi di integrazione</strong></span><br />
Alcune riflessioni riguardo il Premio“<em>Lost in Translation. Arte e Intercultura</em>”<br />
di Biljana Dizdarevic<br />
(fonte: <a href="http://fondazione.ismu.org/patrimonioeintercultura/index.php?page=approfondimenti-show.php" target="_blank">Fondazione Ismu &#8211; Patrimonio e Intercultura</a>)</p>
<p><em>Pubblichiamo la testimonianza di  Biljana Dizdarevic, che con Maida Zairati (entrambe mediatrici museali della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo) ha fatto parte del Comitato Scientifico incaricato di valutare i progetti selezionati per il concorso “Lost in Translation. Arte e Intercultura”, promosso da Connecting Cultures e Fondazione Ismu &#8211; Settore Educazione &#8211; Patrimonio e Intercultura. Il testo è un contributo prezioso per una riflessione profonda e attenta sui temi e sulle problematiche della mediazione in chiave interculturale.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Una premessa. Non avendo avuto esperienze simili in passato, noi mediatrici abbiamo avuto alcune difficoltà iniziali nell’individuare gli elementi e gli indicatori utili ai fini della valutazione dei progetti presentati al concorso “Lost in Translation”. Perciò ci siamo affidate semplicemente alle nostre esperienze personali e professionali, maturate lungo anni di vita e di attività  lavorativa in Italia.<br />
Grazie all’impegno di alcune istituzioni culturali (scuole, musei, gallerie d’arte…) si aprono nuove strade e opportunità di lavoro con il cittadino di altre culture, portatore di valori, non più oggetto ma soggetto, parte attiva negli processi di integrazione socioculturale.<br />
Il mediatore culturale, con le sue competenze e conoscenze acquisite nel tempo, inizia ad avere un ruolo importante nelle fasi progettuali ed esecutive di tutte le attività che riguardano gli incontri, la comunicazione e le relazioni tra individui o gruppi appartenenti a culture diverse, cercando di dare un suo contributo al miglioramento della vita in un determinato territorio.<br />
La mancanza di competenze marcate, di vincoli e condizionamenti disciplinari ci ha permesso di creare liberamente uno  spazio nuovo, “terra di mezzo”  con infinite possibilità di interpretazione.<br />
In questa relazione abbiamo cercato semplicemente di esporre alcune riflessioni emerse durante il nostro lavoro. Utilizzando strumenti multidisciplinari e critici abbiamo preso in considerazione le seguenti aree: mediazione culturale, intercultura, la persona nella sua complessità.</p>
<p><em><strong>“Intercultura” (interazione, interscambio) tra le diversità</strong></em><br />
Evitare la creazione degli stereotipi per poterli combattere.<br />
Purtroppo la parola “intercultura” viene spesso usata e abusata nei discorsi riguardo la globalizzazione, la società democratica e il pluralismo culturale; il suo significato può essere oggetto di diverse interpretazioni. Per comprendere a fondo il concetto di <strong>intercultura</strong> e <strong>diversità</strong> abbiamo attivato tra noi il dialogo, l’ascolto, lo scambio, l’empatia in quanto strumenti interculturali, applicando la ricerca all’interno del nostro patrimonio personale,mettendoci in gioco di persona. “<strong>Interculturando</strong>” tra di noi con tutta la nostra diversità, abbiamo cercato di entrare nei progetti del concorso e viverli da veri protagonisti.<br />
All’inizio del nostro dialogo interculturale ci siamo rese conto delle difficoltà di comunicazione tra noi. Questo era dovuto al fatto (più <strong>inconsapevole</strong> che razionale) che ognuna di noi tendeva ad interpretare il profondo e nascosto significato di parole, segni, simboli, attraverso le proprie categorie mentali e culturali. Per poter superare questa difficoltà e per diventare <strong>consapevoli </strong>delle dimensioni soggettive proprie e dell’altro, abbiamo cercato di costruire una “zona franca“ che permettesse ad entrambi di comprendersi, indipendentemente dalle convinzioni reciproche, o dai pregiudizi (nascosti).<br />
<strong>Per definire il proprio, diverso punto di vista </strong>abbiamo aperto un discorso sulla identità, l’alterità, discorsi che riguardano relazioni interpersonali basati sul riconoscimento, il rispetto, la fiducia reciproca. Abbiamo cercato: nel nostro passato, nella nostra memoria e nella conoscenza, nei sentimenti e nel riconoscimento del proprio “io” che ci distingue dagli altri e che ci rende persone uniche, originali e irripetibili. Per ottenere i risultati desiderati e definiti precedentemente bisogna partire dalle differenze, stimolando e aiutando tutte le persone coinvolte nella attività ad impegnarsi allo stesso modo: la diversità come fonte di ricchezza, di motivazione e di volontà.<br />
I progetti che hanno come obiettivo il cambiamento e la trasformazione nella società pluralista e multiculturale devono prestare una particolare attenzione a non creare modelli uniformi e stereotipi che tendono con il tempo a cancellare la nostra particolarità e autenticità. Oltre a stimolare il pensiero critico, riguardante i giudizi negativi, gli stereotipi e i pregiudizi, devono essere in grado di fare chiarimenti sulle false mitologie di purezza e di integrità culturale, spesso create deliberatamente come meccanismi sofisticati di manipolazione.<br />
“Noi – Voi: distinzione, separazione e divisione” inducono all’idea delle frontiere, di rigidi confini e di immutabili barriere (fisiche, mentali, emotive) tra le culture e i popoli. La cultura e i confini visti nella chiave storico-artistica sono in un continuo cammino, si evolvono e cambiano, diventando dei flessibili passaggi nel tempo e nello spazio, aperti all’incontro, alla relazione, allo scambio reciproco, diventando una opportunità e una strategia per prevedere possibili scontri e conflitti: stimolare e liberare pensieri creativi e innovativi è uno dei compiti fondamentali dei progetti.</p>
<p><em><strong>Integrazione: tra assimilazione e convivenza pacifica, civile</strong></em><br />
Disintegrarsi per potersi integrare? Che cos’è veramente l’integrazione? Quali sono i suoi scopi reali? Integrazione come un processo di apprendimento (di norme, dei valori, dei modelli di comportamento) per una trasformazione personale o come offerta di nuovi riferimenti per cambiare e sostituire quelli precedenti?<br />
Quando si programma e si compie una qualsiasi azione nell’ambito dell’integrazione è necessario individuare con chiarezza tutti i segmenti e le dinamiche del fenomeno, quelli legati alla sua composizione e articolazione territoriale, e quelli che riguardano le persone coinvolte e le complesse relazioni tra individui.<br />
Abbiamo evidenziato alcune riflessioni:<br />
“<strong>Integrarsi e integrare</strong>”: dove? Nelle circostanze naturali e socioculturali in quanto fattori oggettivi che condizionano percorsi e cambiamenti? Per esempio, integrarsi nella nostra società democratica basata sui principi condivisi del pluralismo e del liberalismo, ma anche in una società razionale individualista, competitiva e consumistica. Per integrare che cosa? Nuovi modelli di pensiero, di comportamento (migliori?), nuovi modi di vivere, o sopravvivere?<br />
L’integrazione non deve essere un obbligo, una costrizione, ma <strong>un’apertura e una possibilità (prospettiva) verso un cambiamento </strong>che coinvolge italiani e stranieri con lo stesso impegno ed entusiasmo. Deve essere intesa come un <strong>processo</strong>, con il suo graduale sviluppo, con la priorità della <strong>permanenza</strong>. Purtroppo i progetti sono spesso degli episodi saltuari con obiettivi teorici molto generici che, con tempi dilatati e lunghi processi di cambiamento<strong> </strong>e di trasformazione sociale, non permettono di prevedere le reali conseguenze.</p>
<p><em><strong>La persona (nella sua integrità)</strong></em><br />
Tra i bisogni e le risorse della persona.<br />
L’integrazione socioculturale, vista come un profondo e irreversibile cambiamento “dell’individuo-persona”, apre uno spazio importante sull’aspetto psicologico del fenomeno. La persona deve essere vista in tutta la sua complessità, quella<strong> razionale </strong>(conoscenza, consapevolezza, coscienza) e quella <strong>irrazionale </strong>(affetti, emozioni e sentimenti), meno presa in considerazione ma fondamentale per la persona, la sua vita e il suo senso di benessere.<br />
Bisogna comprendere quali sono i particolari meccanismi psicologici, le risorse e i limiti, i punti di forza e quelli di fragilità, che vengono esaltati in momenti particolari della vita umana, in occasione della migrazione, del distacco dal proprio paese e dalla vita precedente.<br />
Abbiamo esplorato nel profondo delle persone alla ricerca della personalità e della loro identità intesa come “quadro di riferimento”, che agisce come un filtro e una griglia (soggettiva) dei valori e dei criteri costruiti durante la vita in un determinato ambiente, che le guida e indirizza nelle loro scelte.<br />
Abbiamo steso un piccolo schema (per nostro uso) che rappresenta alcuni aspetti di fragilità.<br />
<strong>Migrazione/spostamento fisico e mentale</strong>: traumi emotivi e sofferenze psicologiche.<br />
- perdita di riferimenti: disorientamento; confusione; insicurezza; paura; senso di inferiorità, inadeguatezza; incapacità;<br />
- reazioni possibili (conseguenze):<br />
· avversione: rifiuto, rabbia, aggressività, violenza;<br />
· chiusura: ghetto, ritorno al passato (origini, radici) e ai suoi riferimenti personali e culturali;<br />
· indifferenza: mancanza di ogni stimolo all’azione.</p>
<p>Come si possono strutturare i progetti per dare la possibilità all’individuo di superare questi disagi personali e trasformarli in qualcosa di positivo per la persona e per la società, in modo da riattivare quel senso di autostima e di dignità umana?<br />
Sicuramente una delle tante risposte si trova nel <strong>riconoscimento, rispetto e fiducia reciproca</strong>; rispetto inteso come attenzione, considerazione, come elemento di ogni rapporto tra individui.<br />
Per esempio, una forma di forte stimolo per mettersi in gioco ed esprimere le varie personalità dell’individuo può essere il capovolgimento di approccio verso i migranti: non più come persone svantaggiate, deboli, inferiori, ma donne e uomini “con una marcia in più”, guidati dai loro sogni e bisogni, che tra attese e speranze alimentano quotidianamente la loro determinazione con una quantità di vitalità e di energia straordinaria.<br />
Stimolando queste energie positive (volontà e motivazione) con entusiasmo, curiosità e interessi in ambienti culturali e utilizzando la ricchezza dei linguaggi e delle modalità artistiche, possiamo aprire vere sorgenti di preziosi valori umani. Progetti validi sicuramente sono quelli che possono dare occasione, agli immigrati e agli italiani, di vivere ed esprimere altre facce del loro essere, quello spirituale e artistico, potendo così uscire dalle gabbie stereotipate e dalla immagine folcloristica.</p>
<p><strong>L’autonomia e la libertà come stimolo positivo</strong>: l’uomo libero, l’uomo felice.<br />
Libertà: intesa come lo spazio bianco che permette di muoverci con autodeterminazione tra il dovere, il potere e il volere:<br />
· libertà interna: “adeguamento alle leggi della ragione-moralità”, autocontrollo;<br />
· libertà come apertura di sé: “autorealizzazione”;<br />
· l’autonomia di scegliere anche semplicemente: tempi, modi, forme, livelli e quantità di agire.<br />
Partendo dall’assunto di questa concezione di “persona”, l’analisi dei progetti ha valutato di volta in volta se gli individui coinvolti (artisti, pubblico, abitanti, operatori) fossero stati presi in considerazione come portatori di complessità, come “micce” di un possibile dialogo, o come semplici pedine funzionali al servizio di idee ambiziose ma rinchiuse.<br />
Cercare di articolare progetti in modo flessibile, per stimolare, incuriosire, “sedurre” e “divertire” anche in modo giocoso… perché no? Per noi i progetti  importanti sono anche quelli meno complessi e sofisticati, semplici, con un profondo significato della “banalità” intesa come quotidianità, semplicità; che riescono a stimolare e coinvolgere, toccare e muovere qualcosa in maniera immediata e poco invasiva.<br />
Progetti che danno occasione agli immigrati di vivere ed esprimere altri volti del loro essere:  quello spirituale, creativo e umano, potendo così uscire dalle gabbie stereotipate e dalle immagini folcloristiche. Poiché il nostro campo di azione riguarda l’essere umano e la società in continuo cambiamento ed evoluzione, è indispensabile rivisitare, riorganizzare e rimodellare costantemente i concetti di progettazione, in nuove chiavi di lettura che ci permettano un lavoro efficace.</p>
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		<title>Out of the box &#8211; IMPOSSIBLE SITES dans la rue</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 13:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vincitore del concorso Lost in Translation &#8211; Arte e Intercultura Out of the box IMPOSSIBLE SITES dans la rue (Giuditta Nelli, Tomaso Bozzalla Cassione, Alessandro Ratti) in collaborazione con Associazione Culturale Isole E&#8217; on line il sito del progetto Out of the box! Martedì 23 novembre, alle ore 18.30, presso la saletta Lab della Triennale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><span style="color: #000000;">Vincitore del concorso Lost in Translation &#8211; Arte e Intercultura<br />
</span><em><strong><span style="color: #ff6600;"> </span></strong></em><strong><em>Out of the box</em> </strong></span><br />
<strong>IMPOSSIBLE SITES <em>dans la rue</em></strong> (Giuditta Nelli, Tomaso Bozzalla Cassione, Alessandro Ratti)<br />
in collaborazione con Associazione Culturale Isole</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.isdanslarue-outofthebox.info " target="_blank"><span style="color: #ff6600;"><strong><span style="text-decoration: underline;">E&#8217; on line il sito del progetto Out of the box!</span></strong></span></a></p>
<p style="text-align: justify;">Martedì  23 novembre, alle ore 18.30, presso la saletta Lab della Triennale di  Milano, Connecting Cultures e Fondazione Ismu &#8211; Settore Educazione &#8211;  Patrimonio e Intercultura hanno annunciato al pubblico il progetto  vincitore del concorso <em>Lost in Translation &#8211; Arte e Intercultura</em>. Nato in occasione del convegno <a href="http://www.connectingcultures.info/?p=3365" target="_blank"><em>Lost in Translation</em></a><em> </em>(23  febbraio 2010) e grazie al contributo del PaBAAC – Direzione Generale  per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee,  il concorso si è rivolto a giovani artisti e istituzioni culturali,  chiamati per la prima volta a collaborare allo sviluppo di progetti  artistici che affrontano i temi complessi dell’integrazione, dello  scambio e dell’osmosi fra le culture.<br />
Il progetto <em>Out of the box</em> del collettivo <a href="http://isdanslarue.wordpress.com/" target="_blank">IMPOSSIBLE SITES <em>dans la rue</em></a>, insieme all’<a href="http://www.progettoisole.org/" target="_blank">Associazione culturale Isole</a>, è risultato essere il progetto che meglio degli altri ha soddisfatto le richieste previste dal concorso e che meglio ha interpretato le intenzioni collaborative e interculturali, mantenendo una dimensione poetica, giocosa e aperta all’imprevedibilità. E’ un progetto complesso e articolato, che riesce a costruire attorno alla pratica della fotografia, intesa nella sua dimensione basilare, una rete di relazioni e dinamiche che aprono possibilità di conoscenze ed esperienze nuove.<br />
Il progetto si propone di instaurare, attraverso il mezzo artistico e il coinvolgimento di singoli e di gruppi, un dialogo interculturale e intergenerazionale tra gli abitanti, italiani e albanesi, che vivono nella Piana degli Albanesi e nei territorio limitrofi, in particolare Palermo.<br />
Forte è l’attenzione per il territorio – in senso geografico, linguistico e “umano” –  e per le ricadute che il progetto può avere tanto sul territorio stesso (ad esempio le affissioni dei risultati fotografici) quanto sulle realtà che lo abitano – dai singoli abitanti alle istituzioni che vi operano. A questa peculiarità del progetto contribuiscono in particolar modo il coinvolgimento di diverse istituzioni di formazione, conservazione e promozione artistica (università, biblioteche, scuole, musei, associazioni) e la volontà di costituire una rete effettiva di scambio di esperienze e pratiche culturali.<br />
Il mezzo artistico (la fotografia stenopeica) si distingue per le modalità di utilizzo: è altamente coinvolgente, grazie alla compenetrazione tra gli spazi del progetto e quelli della quotidianità (ad esempio attraverso l’allestimento di camere oscure nelle case, nelle scuole e in altri spazi del paese); è innovativo, tanto da poter essere fattivamente sperimentato e utilizzato per raccontare per immagini i luoghi della memoria, ma anche della vita della comunità di riferimento. Dalla costruzione della scatola stenopeica fino alla realizzazione dei lavori veri e propri i destinatari sono coinvolti attivamente nell’osservazione, nella lettura critica e nella riappropriazione di un territorio.<br />
Il progetto intende inoltre investire su effetti “a lungo termine”, a partire dalla realizzazione di un archivio stenopeico consultabile a tutti presso la Biblioteca Comunale di Piana degli Albanesi, fino al coinvolgimento delle istituzioni museali e formative palermitane.<br />
Ultimo, ma non meno importante, il progetto intende proporre una metodologia di ricerca in ambito interculturale da applicare anche in altri contesti territoriali e cittadini, in grado di diventare “buona pratica” all’interno delle politiche culturali delle istituzioni, e di mettere in atto dei processi osmotici di scambio, dialogo e confronto reciproco e costruttivo tra gli abitanti del territorio, siano essi italiani o stranieri.<span style="text-decoration: underline;"><br />
Aspetti da potenziare</span>:<br />
Si ritiene opportuno sollecitare un coinvolgimento più articolato delle istituzioni culturali, presenti solo nelle fasi finali del progetto.<br />
<a href="../wp-content/uploads/2010/11/Scheda-Out-of-the-box_IMPOSSIBLE-SITES-dans-la-rue.pdf"></a><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/Scheda-Out-of-the-box_IMPOSSIBLE-SITES-dans-la-rue.pdf"></a><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/Scheda-Out-of-the-box_IMPOSSIBLE-SITES-dans-la-rue1.pdf">Scheda Out of the box_IMPOSSIBLE SITES dans la rue</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Tra gli altri cinque progetti finalisti:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>1) </em></strong><strong><em>AltriNoi, progetto per una videoinstallazione sul tema delle migrazioni umane</em><br />
</strong>artista/i:<em> </em>Francesco Federici<br />
istituzione culturale: Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana<br />
luogo di svolgimento del progetto: Lucca e Firenze<br />
<a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/Copia-di-Scheda-AltriNoi_Francesco-Federici.pdf">Scheda AltriNoi_Francesco Federici</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>2) </em></strong><strong><em>Garitta! Karavla! #2</em><br />
</strong>artista/i: Giulio Squillacciotti<br />
istituzione culturale: Associazione Sintetico<br />
luogo di svolgimento del progetto: Altopiano Carsico, Monte Cocusso<br />
<a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/Scheda-GarittaKaravla_Giulio-Squillacciotti.pdf">Scheda Garitta!Karavla!_Giulio Squillacciotti</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>3) </em></strong><strong><em>Grunt – Genovesi che mugugnano</em><br />
</strong>artista/i:<em> </em>Collettivo Mumei (Elisabetta Granara, Davide Pastorello)<br />
istituzione culturale: Comune di Genova – Area Cultura e Innovazione<br />
luogo di svolgimento del progetto: Genova<br />
<a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/Scheda-Grunt_Collettivo-Mumei.pdf">Scheda Grunt_Collettivo Mumei</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>4</strong></em><strong><em>) </em></strong><strong><em>Take a walk with me</em><br />
</strong>artista/i:<em> </em>Gianluca De Serio<br />
istituzione culturale: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo<br />
luogo di svolgimento del progetto: Torino<br />
<a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/Scheda-Take-a-Walk-with-Me_Gianluca-De-Serio.pdf">Scheda Take a Walk with Me_Gianluca De Serio</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>5) </em></strong><strong><em>Trame</em><br />
</strong>artista/i<em>: </em>Rita Correddu<br />
istituzione culturale: Museo del Patrimonio Industriale di Bologna<br />
luogo di svolgimento del progetto: Bologna<br />
<a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/Scheda-Trame_Rita-Correddu.pdf">Scheda Trame_Rita Correddu</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comitato Scientifico Lost in Translation – Arte e Intercultura</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Anna Detheridge &#8211; Presidente di Connecting Cultures</li>
<li>Biljana Dizdarevic &#8211; Mediatrice museale, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo</li>
<li>Silvia Mascheroni &#8211; Fondazione Ismu &#8211; Settore Educazione &#8211; Patrimonio e Intercultura</li>
<li>Adrian Paci &#8211; Artista</li>
<li>Marta Ragozzino &#8211; in rappresentanza di PaBAAC &#8211; Direzione generale  per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ai lavori della commissione che ha valutato i progetti hanno inoltre partecipato</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Simona Bodo &#8211; Fondazione Ismu &#8211; Settore Educazione &#8211; Patrimonio e Intercultura</li>
<li>Laura Riva &#8211; Connecting Cultures</li>
<li>Anna Vasta &#8211; Connecting Cultures</li>
<li>Maida Ziarati &#8211; Mediatrice museale, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">un progetto di                               partner di progetto</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-5531 alignnone" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/lost2.jpg" alt="" width="353" height="70" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: left;">col contributo di</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-5532 alignnone" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/Logo-PaBACC2.jpg" alt="" width="111" height="43" /></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Presentazione Milano e Oltre</title>
		<link>http://www.connectingcultures.info/2010/11/18/presentazione-progetto-milano-e-oltre/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 11:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 1 dicembre 2010, ore 21.00 &#124; Arci Scighera Milano e Oltre. Creatività giovanile verso nuove ecologie urbane presentazione del progetto a cura di Connecting Cultures, con il contributo di Fondazione Cariplo Nel contesto dello sviluppo della città europea che soltanto apparentemente perde abitanti (shrinking cities) per disperderli sul territorio intorno ad alcuni poli o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Mercoledì 1 dicembre 2010, ore 21.00 </strong>| <strong>Arci Scighera</strong><br />
<span style="color: #ff6600;"><strong><em>Milano e Oltre. Creatività giovanile verso nuove ecologie urbane</em></strong></span><br />
presentazione del progetto a cura di Connecting Cultures, con il contributo di Fondazione Cariplo</p>
<p style="text-align: justify;">Nel contesto dello sviluppo della città europea che soltanto apparentemente perde abitanti (<em>shrinking cities</em>)  per disperderli sul territorio intorno ad alcuni poli o nuclei che si  allargano a macchia d’olio, le relazioni tra i cittadini, le realtà  economiche e sociali sul territorio si dilatano e rischiano di perdere  nella trasformazione quella coesione che un tempo si identificava con la  vitalità e il dinamismo dello scambio cittadino.<br />
L’area metropolitana milanese, in rapida trasformazione, non sfugge a  queste logiche di profondo mutamento in gran parte invisibili, poco  conosciute e studiate. Il legame e la vicinanza tra impresa artigiana e  artisti, architetti, designer, stilisti, fortemente radicati nel  territorio, che hanno costituito la fortuna del <em>made in Italy</em> oggi si disperdono e si articolano diversamente. Per poter progettare il  futuro è indispensabile acquisire una visione più approfondita delle  reali risorse umane ed economiche in grado di produrre innovazione  culturale nel campo delle arti visive, risorse che oggi non emergono o  non riescono a sopravvivere in quanto iniziative isolate e dunque troppo  fragili per resistere al rapido flusso delle trasformazioni.<br />
Il progetto <a href="http://www.connectingcultures.info/?page_id=5151" target="_blank"><strong>Milano e Oltre</strong></a> intende sviluppare quattro <strong><span style="color: #000000;">cantieri creativi </span></strong>che si pongono l’obiettivo di valorizzare la creatività giovanile e le risorse locali in quattro aree del capoluogo lombardo: <span style="color: #000000;"><strong>Bovisa</strong>, <strong>Barona</strong>, <strong>Quarto Oggiaro</strong> e <strong>Bicocca</strong></span>.  Il progetto si svilupperà nell’arco di 30 mesi e coinvolgerà giovani  artisti, videomaker, fotografi, designer, stilisti che – sotto la guida  di artisti, docenti e professionisti &#8211; porteranno avanti progetti in  collaborazione con realtà economiche e sociali delle quattro aree.<br />
<strong><em><span style="color: #ff6600;"> </span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.connectingcultures.info/?p=5286" target="_blank"><strong><em><span style="color: #ff6600;">Open call</span></em></strong></a><br />
In questa occasione verrà presentata l&#8217;open call per giovani creativi che  verranno selezionati per partecipare ai primi due workshop nei cantieri  di Barona e Bovisa, rispettivamente con gli artisti <span style="color: #ff6600;"><span style="color: #000000;"><strong>Clausia Losi</strong></span> </span>e<span style="color: #ff6600;"> <strong><span style="color: #000000;">Alberto Garutti</span></strong></span>.<br />
Per maggiori informazioni vai sul sito ufficiale del progetto <strong><a href="http://www.milanoeoltre.com/">www.milanoeoltre.com<br />
</a></strong><a href="../wp-content/uploads/2010/11/bando-Milano-e-Oltre1.pdf"></a><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/bando-Milano-e-Oltre2.pdf">Open Call Milano e Oltre_Bando</a><br />
<a href="../wp-content/uploads/2010/11/Milano-e-oltre_-modulo-partecipazione1.doc"></a><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/Milano-e-oltre_-modulo-partecipazione2.doc">Milano e Oltre_Modulo di partecipazione</a></p>
<p style="text-align: justify;">Durante l&#8217;incontro verranno proiettate le prime interviste realizzate in collaborazione con il <a href="http://milano.sae.edu/it/home/" target="_blank">SAE institute</a> di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>INFO</strong><span style="color: #000000;"><em><br />
Presentazione Milano e Oltre<br />
</em>1 dicembre</span>, ore 21.00<br />
Arci Scighera<br />
via Candiani 131, Milano<a href="http://www.lascighera.org/" target="_blank"><br />
www.lascighera.org</a><br />
<a href="http://www.milanoeoltre.com/" target="_blank">www.milanoeoltre.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">col contributo di</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-5496 alignnone" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/NUOVOLOGO_FC-.jpg" alt="" width="144" height="34" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">partner di progetto</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-5475 alignnone" title="partner" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/partner.jpg" alt="partner" width="281" height="38" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">in collaborazione con</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-5491" title="collaborazioni1" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/11/collaborazioni1.jpg" alt="collaborazioni1" width="329" height="121" /></p>
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		<title>Parte il progetto Milano e Oltre</title>
		<link>http://www.connectingcultures.info/2010/10/29/open-call-milano-e-oltre/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 09:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
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		<category><![CDATA[outskirts]]></category>
		<category><![CDATA[public space]]></category>
		<category><![CDATA[territory]]></category>
		<category><![CDATA[urban transformations]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.connectingcultures.info/?p=5286</guid>
		<description><![CDATA[Cantiere Barona &#62; febbraio/marzo 2011 &#62; Claudia Losi Milano e Oltre Creatività giovanile verso nuove ecologie urbane (2010-2013) un progetto di Connecting Cultures, con il contributo di Fondazione Cariplo CHIUSE le iscrizioni per partecipare ai due cantieri creativi di Barona/Claudia Losi e Bovisa/Alberto Garutti FINALITA&#8217; GENERALI DEL PROGETTO Il progetto Milano e Oltre. Creatività giovanile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><em><span style="color: #ff6600;">Cantiere Barona &gt; febbraio/marzo 2011 &gt; Claudia Losi</span><br />
</em></strong><span style="color: #ff6600;"><em><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;">Milano e Oltre</span><br />
Creatività giovanile verso nuove ecologie urbane (2010-2013)</strong></span></em><em><strong><br />
</strong></em><span style="color: #000000;"><strong>un progetto di Connecting Cultures, con il contributo di Fondazione Cariplo</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><span style="text-decoration: underline;">CHIUSE le iscrizioni per partecipare ai due cantieri creativi di Barona/Claudia Losi e Bovisa/Alberto Garutti</span></span><strong><br />
</strong><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FINALITA&#8217; GENERALI</strong> <strong>DEL PROGETTO</strong><br />
Il progetto <a href="http://www.connectingcultures.info/?page_id=5151" target="_blank"><em>Milano</em><em> e Oltre. Creatività giovanile verso nuove ecologie urbane</em></a> intende intervenire nella città allargata per offrire ai giovani creativi operanti nella regione Lombardia un’occasione di formazione professionale qualificante che crei legami duraturi con il tessuto di piccole imprese nel campo delle arti visive, del design e dell’innovazione tecnologica e con nuove forme di committenza sociale.<br />
Obiettivo del progetto è produrre sperimentazione e innovazione oltre il livello di formazione che i singoli istituti sono in grado di offrire, che possa sostenere quel delicato momento di passaggio dei giovani creativi dalla fine della formazione all’ingresso nel mondo del lavoro. Il progetto vuole offrire ai migliori talenti un’opportunità per mettersi alla prova sotto la guida di artisti ed esperti in diversi settori. Instaurare rapporti con le piccole realtà imprenditoriali e con nuovi committenti sociali, potrà permettere ai giovani artisti di sviluppare idee e progetti imboccando strade diverse, seguendo una propria inclinazione a un livello più alto, che porti anche le imprese a misurarsi con le loro sollecitazioni e sperimentare prodotti e lavorazioni innovative.<br />
Lo scopo dei Cantieri di Milano e Oltre è anche di realizzare delle filiere o network creativi che, attraverso il processo artistico e le sue diverse fasi di indagine e di lavoro collettivo, costruiscano sul territorio nuove relazioni durature, legami e visibilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>OBIETTIVI SPECIFICI<br />
Quattro cantieri creativi per quattro aree metropolitane periferiche 2010-2013</strong><br />
Il progetto intende sviluppare una serie di cantieri creativi che si pongono l’obiettivo di valorizzare la creatività giovanile e le risorse locali in quattro aree del capoluogo lombardo: Bovisa, Barona, Quarto Oggiaro e Bicocca. Il progetto si svilupperà nell’arco di 30 mesi e vedrà il coinvolgimento di giovani <strong>artisti</strong>, <strong>videomaker</strong>, <strong>fotografi</strong>, <strong>designer</strong>, <strong>stilisti</strong> che – sotto la guida di artisti, docenti e professionisti &#8211; porteranno avanti progetti in collaborazione con realtà economiche e sociali delle aree suddette.Il cuore del progetto (della durata di 30 mesi) è, dunque, la realizzazione di quattro &#8216;cantieri creativi&#8217; – di 2 mesi ciascuno – su quelle quattro aree in trasformazione della periferia di Milano, in cui i giovani potranno trovare terreno fertile per sperimentare linguaggi artistici in un confronto stimolante con il territorio.<br />
Ogni anno verranno selezionati 20 giovani creativi – dai 18 ai 30 anni &#8211; che avranno l’opportunità di partecipare, gratuitamente, ad un workshop della durata di due mesi guidati da artisti – <strong>Claudia Losi, Alberto Garutti, Stefano Boccalini, Alterazioni Video</strong> – con l’opportunità di realizzare progetti, ma anche di entrare in contatto in maniera sinergica con quelle realtà di creatività, di impegno sociale, di relazioni attive, ma spesso sconosciute, nelle periferie milanesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine dei quattro cantieri Connecting Cultures organizzerà una mostra collettiva allestita negli spazi di Triennale Bovisa che raccoglierà i lavori degli studenti: un’occasione che potrà, da un lato fare emergere i talenti coinvolti, e dall’altro rendere partecipe la popolazione di aspetti poco conosciuti delle realtà in cui vivono.<span style="color: #ff6600;"><strong><em> </em></strong></span></p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/18748742?byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ff9933" width="550" height="303" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><strong><em>Primi due cantieri di Milano e Oltre</em></strong></span><strong><em><br />
Cantiere Barona &gt; febbraio/marzo 2011 &gt; Claudia Losi<br />
Cantiere Bovisa &gt; aprile/maggio 2011 &gt; Alberto Garutti<br />
<a href="http://www.milanoeoltre.com/" target="_blank">www.milanoeoltre.com</a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">col contributo di<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-5296" title="LogoFondazioneCariploweb" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/10/LogoFondazioneCariploweb1.gif" alt="LogoFondazioneCariploweb" width="142" height="34" /></p>
<p style="text-align: justify;">partner</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5297" title="partner" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/10/partner3.jpg" alt="partner" width="374" height="50" /></p>
<p style="text-align: justify;">in collaborazione con</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5307" title="collaborazioni" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/10/collaborazioni1.jpg" alt="collaborazioni" width="329" height="121" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>INFO</strong><strong><br />
</strong>Connecting Cultures<br />
via Giorgio Merula 62<br />
20142 Milano<strong><br />
</strong>t/f. 02.89181326<a href="http://www.milanoeoltre.com/" target="_blank"><br />
www.milanoeoltre.com</a><br />
<a href="mailto:info@milanoeoltre.com" target="_blank">info@milanoeoltre.com</a></p>
<!-- PHP 5.x -->]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Workshop Parco della Vettabbia</title>
		<link>http://www.connectingcultures.info/2010/03/03/workshop-interdisciplinare-sul-parco-della-vettabia/</link>
		<comments>http://www.connectingcultures.info/2010/03/03/workshop-interdisciplinare-sul-parco-della-vettabia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 11:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Imagining Parco Sud]]></category>
		<category><![CDATA[education]]></category>
		<category><![CDATA[parco agricolo sud]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>
		<category><![CDATA[landscape]]></category>
		<category><![CDATA[urban parks]]></category>
		<category><![CDATA[land use recognition]]></category>
		<category><![CDATA[territory]]></category>

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		<description><![CDATA[Workshop interdisciplinare sul Parco della Vettabbia Imagining Parco Sud a cura di Connecting Cultures in collaborazione il Master Paesaggi Straordinari (NABA e Politecnico di Milano) 22 maggio – 1 giugno 2010 Connecting Cultures, insieme al Master Paesaggi Straordinari (NABA e Politecnico di Milano), organizza un workshop sperimentale aperto a 15 laureati e professionisti provenienti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Workshop interdisciplinare sul Parco della Vettabbia</strong><span style="color: #000000;"> </span><strong><em><br />
Imagining  Parco Sud</em></strong><br />
a cura di Connecting Cultures in collaborazione il Master Paesaggi Straordinari (NABA e Politecnico di Milano)<br />
22 maggio – 1 giugno 2010</p>
<p>Connecting Cultures, insieme al Master <a href="http://www.paesaggistraordinari.org/" target="_blank">Paesaggi Straordinari</a> (NABA e Politecnico di Milano), organizza un workshop sperimentale aperto a <strong>15</strong> laureati e professionisti provenienti da diverse discipline, su un’area storicamente rilevante dei dintorni di Milano: <strong>Il Parco della Vettabbia</strong>. Snodo fondamentale per il traffico di merci già in epoca romana l’area della Vettabbia è stata in età medievale zona famosa per le sue abbazie e gli importanti centri agricoli e commerciali; oggi la Vettabia è un territorio complesso, stretto fra campagna e periferia, fra la produzione agricola e le aree di servizio, i campi rom ed importanti infrastrutture per la mobilità. Un paesaggio in cerca di identità ma soprattutto di relazioni e connessioni con la città.<br />
Alternando momenti di riflessione teorica a ricognizioni sul campo, si vogliono condurre i partecipanti al workshop  in quella vasta area che sorge intorno al canale della Vettabbia: dove permangono le abbazie di Chiaravalle e Viboldone, l’imponente depuratore di Nosedo, la nuova area logistica di Sesto Ulteriano, la tangenziale e la nuova linea dell’alta velocità. Quest’area alle porte di Milano si presenta come un territorio ibrido ricco  di potenzialità paesaggistiche e di criticità sovrapposte.<br />
Guidati in ricognizioni sul campo dall’artista <a href="http://www.verdecuratoda.it/" target="_blank"><strong>Ettore Favini</strong></a> <span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span>i partecipanti al workshop provenienti da diverse discipline  saranno invitati a riflettere sul paesaggio  nelle sue molteplici sfaccettature naturali, produttive, umane e sociali attraverso diversi strumenti di indagine, dove  l’uso  di video, fotografie, interviste e mappe saranno strumenti multimediali indispensabili al lavoro di gruppo, per dar vita ad una progettazione sperimentale, complessa  e  al tempo stesso, &#8216;sostenibile&#8217;.<br />
In questo senso, attraverso  la creazione di un progetto multidisciplinare, gli studenti saranno accompagnati da docenti ed  esperti che parteciperanno con lezioni e ricognizioni sul campo  alla redazione  del progetto finale.<br />
Una lettura attenta del territorio può essere  quindi il punto di partenza  per una progettazione consapevole,  volta a riqualificare un’area tanto poco conosciuta dal punto di vista delle sue  profonde contraddizioni. Lo studio e la progettazione di questa particolare area periurbana si presenta come un’opportunità unica di avvicinarsi ai valori del paesaggio agricolo, una possibilità di attivare un approccio alla progettazione  multidisciplinare, che si mostra attento alla ricucitura del territorio, alla valorizzazione  delle risorse in loco, all’educazione ambientale, alle nuove dinamiche di sviluppo eco-ambientale.</p>
<p><strong>ISCRIZIONE</strong><br />
Al workshop verranno ammessi 15 studenti e laureati provenienti delle facoltà di Architettura, Agraria, Ingegneria Ambientale, Arte e Design, Dams, Accademie di Belle Arti, Sociologia, Filosofia di tutti i paesi europei. Ai partecipanti al workshop  verrà chiesto di lavorare in gruppo condividendo  i propri know how ed expertise per la creazione di un progetto trans-disciplinare.</p>
<p><strong>DATE<br />
<span style="text-decoration: underline;">7 maggio 2010</span></strong><br />
Termine per l&#8217;invio richieste di partecipazione all&#8217;indirizzo info@connectingcultures.info (entro e non oltre le h. 18.00).<strong><br />
<span style="text-decoration: underline;">11 maggio 2010</span></strong><br />
Pubblicazione della lista dei partecipanti sul sito www.connectingcultures.info.<strong><br />
<span style="text-decoration: underline;">22 maggio-1 giugno 2010</span></strong><br />
Periodo di svolgimento del workshop nel territorio del Parco della Vettabbia e presso un’aula attrezzata della NABA.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni sulle modalità e sulle quote di partecipazione <strong><a href="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/03/WORKSHOP_PARCO-DELLA-VETTABBIA_def.pdf">clicca qui</a></strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=12847434&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=12847434&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<a href="http://vimeo.com/12847434">Workshop Parco Della Vettabbia (parte 1)</a> from <a href="http://vimeo.com/user3310565">Connecting Cultures</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=12847706&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=12847706&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<a href="http://vimeo.com/12847706">Workshop Parco Della Vettabbia (parte 2)</a> from <a href="http://vimeo.com/user3310565">Connecting Cultures</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">workshop a cura di <img class="alignnone size-full wp-image-4087" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/03/logoHeader.gif" alt="" width="118" height="39" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">master a cura di <img class="alignnone size-full wp-image-4092" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2010/03/vettabbia2.jpg" alt="" width="230" height="43" /></p>
<!-- PHP 5.x -->]]></content:encoded>
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		<title>Workshop Il Parco delle Risaie</title>
		<link>http://www.connectingcultures.info/2009/05/11/aggiornamento-imagining-parco-sud-numero-1/</link>
		<comments>http://www.connectingcultures.info/2009/05/11/aggiornamento-imagining-parco-sud-numero-1/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 11:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Imagining Parco Sud]]></category>
		<category><![CDATA[education]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>
		<category><![CDATA[architecture]]></category>
		<category><![CDATA[landscape]]></category>
		<category><![CDATA[outskirts]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Parco delle Risaie Produzione, cultura, territorio. Un parco agricolo periurbano a Milano Workshop a cura di Connecting Cultures, in collaborazione con il Master Paesaggi Straordinari – Paesaggio Arte Contemporanea Architettura, NABA e Politecnico di Milano Milano, 11 maggio-22 maggio 2009 Connecting Cultures, insieme al Master Paesaggi Straordinari (NABA e Politecnico di Milano), ha organizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Parco delle Risaie<br />
Produzione, cultura, territorio. Un parco agricolo periurbano a Milano</strong><br />
Workshop a cura di Connecting Cultures, in collaborazione con il Master Paesaggi Straordinari – Paesaggio Arte Contemporanea Architettura, NABA e Politecnico di Milano<strong><br />
</strong>Milano, 11 maggio-22 maggio 2009<strong><br />
</strong><br />
Connecting Cultures, insieme al Master <a href="http://www.paesaggistraordinari.org/" target="_blank">Paesaggi Straordinari</a> (NABA e Politecnico di Milano), ha organizzato un workshop sperimentale di due settimane sul tema dell’<strong>agricoltura periurbana</strong> in un’area coltivata del territorio di Milano. Alternando momenti di riflessioni teorica a ricognizioni sul campo, Connecting Cultures ha guidato gli studenti del Master all’interno dell’area situata fra il quartiere Sant’Ambrogio di Milano (zona 6), l’autostrada A10 e il Comune di Assago. Prevalentemente coltivata a riso, quest’area si presenta come un esempio unico e virtuoso di agricoltura periurbana alle porte della città, per quanto non priva di criticità.<br />
Guidati in ricognizioni creative dagli artisti da <strong>Lorenzo Romito</strong> di Stalker/On e da <strong>Claudia Losi</strong>, gli studenti sono stati invitati a riflettere sul paesaggio e sulle sue molteplici sfaccettature paesaggistiche, naturali, produttive umane e sociali attraverso diversi strumenti di indagine. Unendo le loro diverse competenze e attraverso l’uso di video, fotografie e interviste, hanno lavorato in gruppo per dar vita ad una progettazione sperimentale, complessa e, al tempo stesso, “sostenibile”.<br />
Una lettura attenta del territorio, unita all’approccio e alla sensibilità dell’artista, può essere quindi il punto di partenza per una progettazione consapevole, volta a riqualificare un’area tanto complessa quanto poco conosciuta. Lo studio e la progettazione di questa particolare area periurbana si presenta come un’opportunità unica di avvicinare i cittadini ai valori del paesaggio agricolo, una possibilità di attivare &#8211; in un pubblico ancora poco informato &#8211; un processo di avvicinamento ai temi della sostenibilità, dell’educazione ambientale e del consumo.</p>
<p>workshop a cura di   <img src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2009/05/logoHeader5.gif" alt="logoHeader" width="106" height="35" /></p>
<p>master a cura di      <img class="alignnone size-full wp-image-3610" src="http://www.connectingcultures.info/wp-content/uploads/2009/05/paesaggi-straordinari.jpg" alt="" width="286" height="48" /></p>

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