Vite di corsa

Il libro, traduzione della lectio magistralis tenuta da Bauman all’Università di Bologna nel 2007, attraverso l’analisi di una serie di esempi che vanno dalle forme di consumo, agli stili musicali, alle forme di comunicazione e di relazione interpersonali, argomenta la trasformazione del concetto di tempo da ciclico o lineare a “puntillistico”. Tempo frammentato in una miriade di particelle separate che alludono ad un continuo eppure effimero presente. In un racconto nel quale è difficile non riconoscere i tratti dell’esperienza personale di ciascuno, Bauman, il sociologo della modernità liquida, descrive le condizioni della vita contemporanea sempre più dominata dalla velocità del “rimpiazzo” di mode, stili, lavori e più in generale di identità. Unico antidoto possibile l’educazione e l’apprendimento continui e permanenti non tanto e non solo delle competenze tecniche e professionali per essere costantemente aggiornati in un mondo che cambia continuamente, ma alla cittadinanza, a quell’empowerment finalizzato alla ricostruzione di uno spazio pubblico “nel quale uomini e donne si possano impegnare in una composizione continua tra interessi, diritti e doveri, individuali e comuni, privati e comunitari”.