Giustizia e informazione

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Last update 11/10/11
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In questi giorni in cui gli strumenti d’indagine e la libertà d’informazione sono minati dal Ddl del governo, riproponiamo un testo del 2006 del penalista Libero Corso Bovio sul diritto dei media di instaurare un “franco, leale ed esaustivo dialogo con l’Autorità giudiziaria”, nella speranza che questo testo contribuisca all’inizio di un dibattito serio e non pretestuoso sul tema giustizia e informazione.

CONVEGNO DI BEMA 2006 “GIUSTIZIA E INFORMAZIONE”.
Corso Bovio spiega la raccomandazione del Comitato dei Ministri del 10 luglio 2003, n. 2003/13, sulla diffusione di informazioni attraverso i media in relazione ai processi penali.

Indagini penali e Procure:
l’Europa chiede trasparenza.
I cittadini devono conoscere
quel che accade nei Palazzacci.
Il giornalista non si deve
appiattire sulle veline.

“Proprio in virtù della raccomandazione del Consiglio di Europa è doveroso creare un flusso canalizzato ed ordinato di informazioni sulla giustizia. Il flusso deve essere “interattivo”, fatto dalle notizie date dai magistrati e dalle domande dei giornalisti, domande che esigono risposta, che non possono restare inevase. L’informativa consta di comunicati ma deve comprendere, quando è possibile, anche gli atti ostensibili al giornalista, che ha diritto di sapere e di leggere. Alle copie clandestine dei verbali, alle copie abusive degli interrogatori, alle copie contrabbandate dei brogliacci, va contrapposto il diritto del giornalista di acquisire documenti e conoscere carte processuali. Il giornalismo investigativo deve rinascere, può essere giornalismo investigativo sul campo, ma anche, direi soprattutto, giornalismo investigativo sui fascicoli e sugli atti dei processi”.

“Il Consiglio Superiore della Magistratura ha da tempo tenuto presenti le esigenze dell’informazione, affermando che, qualora ragioni di pubblico interesse richiedano chiarezza e trasparenza, anche per rassicurare l’opinione pubblica su un procedimento pendente, è consigliabile che il magistrato incaricato del caso riferisca al capo dell’ufficio, il quale valuterà l’opportunità di una sua dichiarazione ufficiale o di un comunicato stampa, rispettati i limiti del segreto”.

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