Susan Hefuna, Smile, panel Kopie, 2008

Susan Hefuna. Mashrabiya screens

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Last update 30/09/10
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Mashrabiya screens
un lavoro di Susan Hefuna
interviene Marco Biraghi
giovedì 14 ottobre 2010 | ore 19.00

Susan Hefuna (Germania, 1962) vive e lavora tra Egitto, Germania e New York. Il suo lavoro trae spunto dagli aspetti della vita quotidiana che utilizza per esplorare l’indeterminatezza del luogo e dell’identità, in particolare ‘negoziando’ la sua stessa identità attraverso diversi strumenti, dalla fotografia al video, dal disegno alla scultura, fino ai mezzi di comunicazione digitale. La gran parte dell’arte della Hefuna è influenzata dalla sua duplice eredità culturale tedesco-egiziana, come ben si può vedere dalle suggestive immagini di famiglia, di spazi interni e di paesaggi cittadini de Il Cairo e delle zone circostanti. Attraverso l’esplorazione delle diversità tra le sue due culture di appartenenza Susan Hefuna tocca con mano quei dilemmi e quelle contraddizioni proprie della cultura contemporanea.
I miei Mashrabiya screens si ispirano all’architettura così come i miei disegni, le mie installazioni tridimensionali e le performance. Mi ispiro a quelle forme astratte che disegnano le strutture della vita. I micro dettagli come quelli che si vedono nelle composizioni scientifiche delle molecole e del DNA, danno uno spaccato del modo in cui noi vediamo lo spazio che ci circonda. Il mio lavoro è una reazione allo spazio, al modo in cui vediamo noi stessi quando dall’interno guardiamo all’esterno e quando dall’esterno guardiamo all’interno. Esploro le forme dei ‘Mashrabiya’, intese come finestre, come nascondigli, e le varie forme che hanno a che fare con i costumi architettonici presenti a Il Cairo.
Le finestre a griglia della vecchia architettura islamica de Il Cairo mi ricordano delle strutture molecolari, delle strutture architettoniche fatte per proteggere il mondo interiore da ciò che c’è fuori, capaci di filtrare la luce e di rinfrescare lo spazio interno e di osservare senza essere visti. Le finestre ‘Mashrabiya’ diventano per me un simbolo astratto che agisce in due direzioni: separano ma, allo stesso tempo, filtrano e uniscono.
Spesso inserisco, come in un tessuto, delle parole in inglese o delle scritte in arabo all’interno di queste strutture in legno. L’effetto della parole è diverso a seconda di chi le legge e del contesto culturale. Possono essere viste come immagini astratte, come pattern, o semplicemente come “ANA”, “YOU” e così via. In questo modo i miei lavori cominciano ad assumere un’affermazione bilingue, diventano una rappresentazione codificata di contesti culturali diversi.
L’appartenere contemporaneamente a due culture riflette la mia esperienza personale nel trattare codici culturali diversi. L’osservatore potrà leggere il mio lavoro diversamente a seconda della sua conoscenza e della sua capacità di approfondimento e comprensione
”.

Marco Biraghi è professore di Storia dell’architettura contemporanea presso la Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano

FuoriLuogo | OutOfPlace 2010
L’altra metà del Contemporaneo

A trent’anni dalla pubblicazione de L’altra metà dell’avanguardia – catalogo dell’omonima mostra curata da Lea Vergine nel 1980, pietra miliare nel campo della storia dell’arte moderna e contemporanea che ha messo in evidenza per la prima volta la ricerca delle artiste del Novecento – FuoriLuogo|OutOfPlace 2010 presenta al pubblico un ciclo di incontri con una generazione di artiste contemporanee con lo scopo di presentare una riflessione sulla loro ricerca e sul sistema artistico nel quale il loro lavoro si sviluppa.
Il fil rouge che accompagnerà le sette artiste di quest’anno sarà il delicato rapporto fra arte e conoscenza. FuoriLuogo di quest’anno intende porre l’attenzione sul processo di realizzazione dell’opera d’arte, quella modalità specifica di ogni artista di attingere a diverse sfere della conoscenza, dai diversi codici da cui dipende la percezione stessa.
Abbiamo deciso di presentare sette artiste la cui ricerca – pur con modalità, sensibilità e attitudini differenti – attraversa e indaga gli aspetti più complessi della conoscenza: dalla psicologia alla antropologia, dall’indagine storica alle neuroscienze, dalle scienze cognitive all’epistemologia. Il tentativo è quello, da una parte di costruire una discussione interdisciplinare in cui le artiste possano confrontarsi con relatori provenienti da vari ambiti di ricerca, dall’altro di avvicinare il pubblico ad una modalità di interpretazione del processo artistico contemporaneo complesso e appassionante.
L’intento non è quello di ricostruire una poetica o una visione “comune” all’universo femminile, ma di provare ad individuare quella sorta di attitudine all’approfondimento, alla conoscenza in delicato equilibrio fra la “creazione artistica” e il più complesso universo del sapere e della scoperta intellettuale.
FuoriLuogo|OutOfPlace
– ciclo di incontri organizzato da Connecting Cultures da Aprile a Novembre 2010 – alla sua quarta edizione affronta le tematiche della contemporaneità attraverso un approccio interdisciplinare insieme ad artisti, studiosi, filosofi e critici.

14 OTTOBRE 2010
Susan Hefuna
Mashrabiya screens
h. 19.00, ingresso libero
segue rinfresco
Centro di Documentazione Arti Visive di Connecting Cultures
via Giorgio Merula 62, 20142 Milano

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