Marzia Migliora, Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia. Progetto relativo alla realizzazione di interventi site specific per il Museo del  Novecento a Milano, 2010. Credito fotografico di Roberto Marossi . Courtesy dell’artista

Marzia Migliora. Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia

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Last update 14/07/10
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Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia
Progetto per il Museo del Novecento di Milano
Marzia Migliora dialoga con Marina Pugliese e Duccio Demetrio
mercoledì 22 settembre 2010 | ore 18.30

Attraverso un’ampia gamma di dispositivi linguistici, dal video al suono, dalla performance all’installazione, dal disegno all’oggetto, Marzia Migliora articola le diverse tappe di una ricerca che tocca i temi del desiderio, dell’intimità, della memoria, della perdita, delle paure, dell’ossessione, quali punti focali di una riflessione sull’identità, sullo spostamento e riedificazione continua dei suoi confini, sulla perlustrazione delle sue zone d’ombra. L’artista definisce il suo iter progettuale come una ricerca che tenta “di parlare delle persone alle persone”, inteso come tentativo di toccare attraverso il linguaggio artistico ciò che è circostante agli esseri umani. Quale punto di partenza per le sue opere l’artista utilizza e rielabora fonti scientifiche, spunti letterari o fatti di cronaca. Ne risulta una riflessione sull’identità che, pur partendo da un dato individuale, assume carattere di valore universale, aprendo la possibilità a chi guarda di essere compreso nell’opera.
“Il progetto – pensato ad hoc per il Museo del Novecento – è un lavoro in progress, che utilizza il patrimonio museale come terreno di confronto fra culture, come luogo di scambio di esperienze. Le persone interpellate a raccontarci delle opere non sono storici dell’arte, addetti ai lavori, ma persone che provengono da ambiti, culture e paesi differenti… che ci raccontano delle storie attraverso il filtro dell’opera d’arte, che ritrova così una inaspettata e nuova vita.
Mi piace pensare che questo esercizio sia un esempio possibile per portare l’arte agli occhi delle persone in maniera diretta, legata al qui e ora della loro esperienza. Sono dell’idea che per guardare un’opera sia necessario soprattutto concedersi la libertà di una possibilità di dialogo e di scambio”.
Il pubblico viene così condotto lungo un percorso di visita alternativo del museo, avendo modo di smarrirsi, perdendo l’orientamento rispetto alle coordinate date dalla storia dell’arte e trovando nelle opere esposte il punto di partenza per un viaggio verso un “altrove”. L’opera diventa così aperta, sottratta al suo contesto e offerta ad una figura che, dotata di uno sguardo e di una sensibilità propria ne rileva altri aspetti, attraverso gli strumenti del proprio bagaglio culturale ed esistenziale.

FuoriLuogo | OutOfPlace 2010
L’altra metà del Contemporaneo

A trent’anni dalla pubblicazione de L’altra metà dell’avanguardia – catalogo dell’omonima mostra curata da Lea Vergine nel 1980, pietra miliare nel campo della storia dell’arte moderna e contemporanea che ha messo in evidenza per la prima volta la ricerca delle artiste del Novecento – FuoriLuogo|OutOfPlace 2010 presenta al pubblico un ciclo di incontri con una generazione di artiste contemporanee con lo scopo di presentare una riflessione sulla loro ricerca e sul sistema artistico nel quale il loro lavoro si sviluppa.
Il fil rouge che accompagnerà le sette artiste di quest’anno sarà il delicato rapporto fra arte e conoscenza. FuoriLuogo di quest’anno intende porre l’attenzione sul processo di realizzazione dell’opera d’arte, quella modalità specifica di ogni artista di attingere a diverse sfere della conoscenza, dai diversi codici da cui dipende la percezione stessa.
Abbiamo deciso di presentare sette artiste la cui ricerca – pur con modalità, sensibilità e attitudini differenti – attraversa e indaga gli aspetti più complessi della conoscenza: dalla psicologia alla antropologia, dall’indagine storica alle neuroscienze, dalle scienze cognitive all’epistemologia. Il tentativo è quello, da una parte di costruire una discussione interdisciplinare in cui le artiste possano confrontarsi con relatori provenienti da vari ambiti di ricerca, dall’altro di avvicinare il pubblico ad una modalità di interpretazione del processo artistico contemporaneo complesso e appassionante.
L’intento non è quello di ricostruire una poetica o una visione “comune” all’universo femminile, ma di provare ad individuare quella sorta di attitudine all’approfondimento, alla conoscenza in delicato equilibrio fra la “creazione artistica” e il più complesso universo del sapere e della scoperta intellettuale.
FuoriLuogo|OutOfPlace
– ciclo di incontri organizzato da Connecting Cultures da Aprile a Novembre 2010 – alla sua quarta edizione affronta le tematiche della contemporaneità attraverso un approccio interdisciplinare insieme ad artisti, studiosi, filosofi e critici.

22 SETTEMBRE 2010
Marzia Migliora
Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia

h. 18.30, ingresso libero
segue rinfresco
Centro di Documentazione Arti Visive di Connecting Cultures
via Giorgio Merula 62, 20142 Milano

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